Google ha comunicato alle scuole la possibilità di disattivare Gemini, ma la libertà di scelta si ferma lì: spegnere anche gli altri strumenti AI di Search significa rinunciare al motore di ricerca stesso. Un compromesso che molti istituti leggono come un ricatto, perché l'ecosistema di Mountain View è ormai intrecciato con l'intelligenza artificiale in ogni sua funzione, dalle AI Overview alla modalità AI che risponde alle domande.
L'occasione colta da DuckDuckGo
DuckDuckGo, il motore che ha fatto della riservatezza la propria bandiera, ha colto la palla al balzo. L'istruzione è un territorio che Google presidia da sempre: circa 50 milioni di Chromebook tra i banchi e Google Classroom con oltre 150 milioni di utenti nel mondo. Gabriel Weinberg, fondatore e CEO dell'azienda, ha condiviso su X le istruzioni per cambiare motore di ricerca predefinito, invitando le scuole a contattarlo in caso di difficoltà. Kamyl Bazbaz, responsabile degli affari pubblici, ha alzato i toni: «Forzare l'AI sui bambini: ecco come si comporta un monopolista quando crede che le persone siano impotenti».
Un dibattito che divide gli insegnanti
Il tempismo non è casuale. Negli Stati Uniti cresce la riflessione su quanto spazio concedere all'intelligenza artificiale nella vita quotidiana, e il voto di martedì sera ha mostrato insofferenza verso i data center. Google ha provato a venire incontro ai docenti con Guided Learning, una tecnologia che accompagna gli studenti passo dopo passo nella soluzione dei problemi invece di offrire la risposta pronta. Molti insegnanti, però, chiedono una cosa più semplice: poter togliere l'AI dal processo di apprendimento, punto.
Dopo le polemiche, Google si è difesa sostenendo di aver seguito il feedback delle scuole: Gemini, Gemini Notebook e Search sarebbero disattivati di default, con ogni istituto libero di attivarli singolarmente. Resta il fatto che la Ricerca di oggi è impregnata di intelligenza artificiale. E DuckDuckGo non è un monastero anti-tecnologia: ha la sua chat Duck.ai e un assistente di ricerca basato sull'AI, ma nelle impostazioni di motore e browser le funzioni si possono disattivare. Esiste anche un sito dedicato, noai.duckduckgo.com, dove risposte assistite, immagini generate e suggerimenti AI restano fuori dalla porta.
Forse è proprio questa libertà ad attirare utenti: a inizio anno l'azienda ha raccontato che le installazioni della sua app sono salite del 30%, mentre molte persone dichiaravano di non poterne più della ricerca AI di Google. Il caso delle scuole, insomma, è solo la punta di un iceberg destinato a crescere.