Da quanto tempo non acquistate un gioco per PC su disco? Per molti giocatori le scatole da sistemare sullo scaffale sono ormai un ricordo lontano, spazzate via dalle librerie digitali di Steam, Epic Games Store e degli altri negozi online. Eppure c'è chi non ha rinunciato all'idea di riportare il formato fisico al centro della scena: tra questi c'è GOG, la piattaforma di CD Projekt nota per la sua vocazione ai giochi senza DRM.
Un ritorno affascinante ma pieno di ostacoli
L'azienda ha confermato di guardare con interesse a un possibile ritorno delle confezioni fisiche per i titoli PC, ma ha anche messo le mani avanti. Il progetto, secondo GOG, è molto complicato: non basta stampare dischi e scatole, perché servono accordi con gli editori, autorizzazioni e una filiera logistica in grado di gestire produzione, magazzino e distribuzione su larga scala. Tutti aspetti che il digitale ha praticamente azzerato.
Il nodo principale resta quello delle licenze e delle autorizzazioni: ogni gioco richiede il via libera dei rispettivi publisher, spesso restii a investire in un formato che considerano ormai di nicchia. A questo si aggiungono i costi di stampa, i tempi di consegna e la necessità di coordinare l'uscita fisica con quella digitale, senza creare confusione tra le due versioni.
Perché l'idea piace ancora
Nonostante gli ostacoli, l'interesse dei giocatori per il collezionismo resta vivo: edizioni limitate, confezioni curate e dischi tangibili continuano ad attirare appassionati disposti a pagare un prezzo extra. Se GOG riuscisse a trovare un modello sostenibile, potrebbe ritagliarsi uno spazio interessante in un mercato dominato dallo streaming e dai download. Per ora, però, il ritorno del gioco PC in scatola resta un sogno affascinante ma incerto, più vicino a un esperimento di nicchia che a una vera inversione di rotta.