La NASA torna a guardare al futuro del telescopio spaziale Hubble e lo fa aprendo le porte all'industria privata. L'agenzia ha pubblicato una nuova Request for Information (richiesta di informazioni) rivolta alle aziende interessate a sviluppare una missione capace di estendere la vita operativa del celebre osservatorio orbitante. L'obiettivo è chiaro: evitare che HST rientri nell'atmosfera terrestre e si distrugga, come le analisi indicano potrebbe accadere tra il 2033 e il 2034. Per questo la NASA ritiene che l'eventuale missione debba concludersi entro il 2032.
Un'idea già valutata e poi scartata
Non è la prima volta che l'agenzia esplora questa strada. In passato era stata presa in considerazione una proposta privata firmata da Jared Isaacman, oggi amministratore della NASA, ma all'epoca impegnato nella preparazione della missione Polaris Dawn. Dopo una valutazione, la proposta era stata rigettata per i rischi associati. Ora il contesto è cambiato e l'agenzia torna sul tema con un approccio più aperto, consapevole che Hubble, lanciato nel 1990 dal Kennedy Space Center con lo Space Shuttle Discovery, ha ancora molto da dire sul piano scientifico.
Tre scenari sul tavolo
Secondo Nicky Fox, direttrice associata della Science Mission Directorate, il settore commerciale si è evoluto rapidamente e oggi offre capacità inedite per l'aggancio e la manutenzione dei satelliti in orbita. Le opzioni allo studio sono tre: una missione per innalzare l'orbita di Hubble e prolungarne la durata scientifica, un intervento di manutenzione per potenziarne le capacità, oppure un rientro controllato e sicuro nell'atmosfera o uno smaltimento orbitale al termine dell'attività.
Isaacman ha spiegato che Hubble ha ancora risultati scientifici importanti davanti a sé e che l'agenzia deve valutare ogni opportunità ragionevole per mantenerlo produttivo il più a lungo possibile. In un post su X ha poi aggiunto che esiste un'altitudine orbitale oltre la quale non si torna indietro, ma che vale comunque la pena esplorare le alternative: «C'era una soluzione a costi molto inferiori sul tavolo qualche anno fa, che NASA SMD e STScI hanno avallato, ma quello era allora. Vale comunque la pena di sforzarsi—Hubble se lo merita». L'amministratore non ritiene necessaria un'attività extraveicolare: le operazioni potrebbero essere affidate a missioni robotiche, riducendo i rischi per un equipaggio.
Il punto di partenza è la fisica orbitale: Hubble si trova in orbita bassa terrestre (LEO) e perde lentamente quota a causa della resistenza atmosferica. Il telescopio non dispone di un sistema di propulsione autonomo per mantenere l'altitudine, ed è proprio questa vulnerabilità a rendere urgente una decisione. Se la NASA troverà partner privati in grado di offrire soluzioni innovative e convenienti, il telescopio che ha rivoluzionato l'astronomia moderna potrebbe continuare a osservare l'Universo molto più a lungo del previsto.