Un nuovo caso riaccende i riflettori sull'efficacia dei controlli sulle esportazioni di tecnologia avanzata verso la Cina. La società di sicurezza israeliana Lava ha individuato 32 GPU NVIDIA Blackwell Ultra B300 all'interno della rete di China Telecom, il colosso statunitense delle telecomunicazioni controllato dal governo di Pechino. Si tratta di chip di fascia altissima, soggetti alle rigide restrizioni imposte da Washington che ne vietano la vendita al gigante asiatico.
Un ritrovamento che solleva interrogativi
Secondo quanto riportato, non è chiaro come queste unità siano giunte nelle disponibilità dell'operatore cinese né dove siano fisicamente collocate. Lava non ha fornito dettagli sulle modalità di individuazione, ma la semplice presenza dei processori Blackwell Ultra B300 in una infrastruttura così sensibile suggerisce che i canali di approvvigionamento alternativi siano più sofisticati del previsto. Le B300 rappresentano l'ultima frontiera dell'accelerazione hardware per l'intelligenza artificiale, con prestazioni che le rendono strategiche per l'addestramento di modelli di grandi dimensioni.
Il dibattito sui controlli si riapre
Il caso riapre il dibattito sull'efficacia delle misure statunitensi, che mirano a frenare lo sviluppo dell'IA cinese limitando l'accesso alle GPU più potenti. Nonostante i divieti, la comparsa di questi chip in una rete pubblica cinese dimostra quanto sia complesso tracciare e bloccare le forniture. Le autorità americane dovranno ora chiarire se si tratti di un'esportazione illecita, di un errore di classificazione o di un'elusione attraverso intermediari. Nel frattempo, la vicenda alimenta i timori che la Cina stia trovando nuove strade per procurarsi la tecnologia più avanzata, mettendo alla prova la tenuta del sistema di controlli.