A Singapore il raffrescamento degli uffici passa dai pannelli e non più solo dall'aria condizionata tradizionale. È quanto emerge dal progetto firmato da DP Architects per il complesso Paya Lebar Green, dove un impianto a pannelli radianti garantisce un risparmio energetico superiore al 30% rispetto ai sistemi di climatizzazione convenzionali. Un dato che, in una città-stato tropicale dove il condizionamento pesa in modo enorme sui consumi elettrici degli edifici, assume un valore strategico.
Come funzionano i pannelli raffrescanti
Il principio è diverso da quello dell'aria condizionata a cui siamo abituati: invece di immettere grandi volumi di aria fredda negli ambienti, i pannelli integrati in pareti e soffitti sottraggono calore tramite un fluido refrigerante che circola al loro interno. Il risultato è un comfort più uniforme, senza correnti d'aria fastidiose e con una sensibile riduzione della dispersione termica. Gli ambienti vengono così mantenuti a temperatura controllata consumando molta meno energia, perché il sistema non deve movimentare grosse masse d'aria.
Un modello per il clima tropicale
Il caso di Paya Lebar Green non è isolato: conferma una tendenza sempre più solida nel settore dell'edilizia commerciale, dove la progettazione degli impianti punta a coniugare efficienza e sostenibilità. In un contesto come quello di Singapore, dove le temperature restano elevate tutto l'anno, tagliare di oltre un terzo i consumi legati al raffrescamento significa ridurre in modo tangibile l'impronta energetica degli edifici e i costi di gestione per le aziende. Un esempio che potrebbe fare scuola anche in altri mercati a clima caldo, dove la domanda di soluzioni di climatizzazione efficienti è in crescita costante.