Negli ultimi giorni si è diffuso un certo allarme tra gli utenti di Samsung SmartThings, alimentato da una notifica comparsa all'interno dell'app ufficiale. Il messaggio, riportato senza il giusto contesto, ha fatto temere un'imminente interruzione del servizio o la fine del supporto per i dispositivi dell'ecosistema. In realtà, come chiarito dalla stessa Samsung, non c'è nulla di cui preoccuparsi per la stragrande maggioranza degli utenti, e in particolare per tutti coloro che non risiedono in Corea del Sud.
La notifica in questione avvisava che "SmartThings Tracker" avrebbe cessato di funzionare a partire dal 31 ottobre. La dicitura, generica, ha spinto molte testate internazionali a ipotizzare scenari catastrofici: i Galaxy SmartTag sarebbero diventati inutilizzabili? L'intero servizio SmartThings Find sarebbe stato abbandonato? Nulla di tutto questo. La spiegazione è molto più semplice e riguarda un dispositivo ormai obsoleto e mai distribuito al di fuori del mercato sudcoreano.
Il dispositivo incriminato: Samsung SmartThings Tracker (SM-V110)
Il prodotto a cui si riferisce la notifica è il Samsung SmartThings Tracker, identificato dal codice modello SM-V110. Si tratta di un tracker di vecchia generazione, dotato di connettività cellulare integrata, che era stato messo in vendita esclusivamente tramite gli operatori telefonici locali in Corea del Sud. Non è mai arrivato sugli scaffali internazionali e non ha nulla a che vedere con i più recenti Galaxy SmartTag e SmartTag+, che continueranno a funzionare regolarmente in tutto il mondo.
Samsung, interpellata da alcune delle testate coinvolte nel malinteso, ha precisato attraverso il proprio ufficio stampa che nessun altro dispositivo dell'ecosistema SmartThings sarà abbandonato al di fuori di quel singolo tracker con codice SM-V110. La decisione, quindi, non avrà alcun impatto su SmartThings Find né sulle altre funzionalità della piattaforma disponibili al di fuori della Corea del Sud. L'episodio, insomma, si è rivelato un falso allarme dovuto a una comunicazione poco chiara, ma la conclusione è rassicurante: per gli utenti italiani e per tutti gli appassionati di tecnologia al di fuori della Corea, tutto continuerà a funzionare come sempre.