I robot umanoidi smettono di essere semplici prototipi da laboratorio e debuttano nei servizi domestici a pagamento. La startup californiana Tau Robotics ha aperto le prenotazioni per un servizio di pulizie ricorrenti con interventi fino a tre ore, inizialmente disponibile su invito nella sola San Francisco. Un esperimento che segna il passaggio dalla dimostrazione tecnologica al mercato reale.
Come funzionano le pulizie robotizzate
Il servizio si basa sulla piattaforma Unitree G1: i robot possono aspirare, lavare i pavimenti e pulire le superfici. Con il supporto di un operatore affrontano anche attività più complesse, come caricare la lavastoviglie, rifare i letti e igienizzare i sanitari. La vera novità è che non sono ancora autonomi: vengono pilotati in tempo reale da operatori umani che li guidano attraverso le telecamere integrate, mentre l'intelligenza artificiale assiste le operazioni.
Il vero obiettivo: addestrare l'IA (a costo della privacy)
Il servizio, apparentemente gratuito, nasconde un secondo obiettivo dichiarato: raccogliere dati reali per addestrare i modelli che in futuro dovrebbero rendere i robot capaci di lavorare senza supervisione umana. Un vantaggio per l'azienda, ma un prezzo da pagare per gli utenti in termini di riservatezza. Ogni intervento viene registrato integralmente, senza possibilità di disattivare le telecamere.
I filmati, che possono includere volti non oscurati, vengono conservati a tempo indeterminato e utilizzati per il training dei modelli. Una condizione che solleva più di una domanda sulla tutela dei dati personali in ambito domestico, proprio mentre i robot umanoidi si preparano a entrare nelle case. La scommessa di Tau Robotics è chiara: trasformare le pulizie di oggi nella formazione dell'autonomia di domani.