Una nuova e insidiosa campagna di attacco informatico sta sfruttando i GPT personalizzati (GPTs) di OpenAI per distribuire malware. I ricercatori di sicurezza di Huntress hanno scoperto che cybercriminali senza scrupoli hanno creato GPTs malevoli per ingannare gli utenti e indurli a eseguire istruzioni pericolose. La notizia arriva mentre OpenAI si prepara a dismettere i GPTs l'11 dicembre, sostituendoli con i plugin, una mossa che potrebbe ridurre questo tipo di minaccia.
Come funziona l'attacco ClickFix
La catena di infezione inizia quando l'utente cerca "chatgpt" su Google. In cima ai risultati appare un link sponsorizzato che punta a un GPT contraffatto, chiamato "Plus 5.6", progettato per sembrare il vero chatbot di OpenAI. Una volta aperto, il GPT visualizza un falso messaggio di errore ("Service Availability Notice") che indica un presunto sovraccarico del server, suggerendo di utilizzare un dominio alternativo. Il sito di backup, ospitato su Google Sites, è ancora attivo e mostra un falso CAPTCHA di Cloudflare che chiede di incollare un comando PowerShell nella finestra "Esegui" di Windows per dimostrare di non essere un bot.
In realtà, il comando scarica un file MSI che installa un'applicazione legittima di Canon insieme a una DLL modificata. Successivamente, vengono creati meccanismi di persistenza tramite un'attività pianificata e una chiave di registro, garantendo l'esecuzione automatica del malware a ogni avvio del computer. Infine, viene installato un RAT (Remote Access Trojan) che consente ai criminali di controllare il desktop, registrare audio con il microfono, scattare foto con la webcam, cercare file e scaricare ulteriori malware.
Dettagli tecnici e implicazioni
L'attacco sfrutta tecniche di social engineering e la fiducia degli utenti nei confronti di piattaforme legittime come OpenAI e Google. I GPTs, essendo accessibili sul sito ufficiale di OpenAI, appaiono credibili e inducono le vittime a seguire le istruzioni senza sospetti. La combinazione di un falso CAPTCHA e di un comando PowerShell è particolarmente subdola, poiché sfrutta la normale procedura di verifica anti-bot per mascherare l'esecuzione di codice malevolo. I ricercatori sottolineano che questo metodo, noto come ClickFix, sta diventando sempre più diffuso e pericoloso.
OpenAI ha annunciato che ritirerà i GPTs l'11 dicembre, sostituendoli con i plugin. Questa decisione potrebbe limitare la superficie d'attacco, ma i criminali potrebbero adattarsi rapidamente a nuove piattaforme. Nel frattempo, gli utenti sono invitati a prestare massima attenzione ai link sponsorizzati e a non eseguire comandi sconosciuti. La sicurezza informatica richiede vigilanza costante e aggiornamenti tempestivi.
In conclusione, l'attacco ClickFix basato su GPTs rappresenta una minaccia concreta che sfrutta l'innovazione tecnologica per fini malevoli. È fondamentale che gli utenti siano consapevoli dei rischi e adottino misure preventive, come l'uso di software antivirus aggiornati e la verifica delle fonti. Le aziende tecnologiche devono continuare a migliorare le difese e a educare il pubblico, mentre le autorità dovrebbero intensificare gli sforzi per contrastare il crimine informatico. Solo attraverso una collaborazione globale sarà possibile proteggere i dati e la privacy di tutti.