Apple affianca ai modelli attuali un nuovo MacBook Pro con display PROLED XDR e touchscreen, disponibile nei tagli da 14" e 16". Dentro resta lo stesso cuore della gamma: i chip Apple Silicon M5 Pro e M5 Max. A colpire, dopo un paio d'ore di utilizzo, è soprattutto il peso: la versione da 14 pollici pesa meno di un MacBook Air da 15", un dettaglio che potrebbe spingere molti utenti "pro" a sceglierlo per la mobilità.
Schermo OLED e cerniera più rigida
Il pannello tandem OLED raggiunge 2000 nits di picco e offre una gamma dinamica notevole: le clip HDR in Resolve o Final Cut mantengono dettagli e sfumature. La risoluzione resta simile ai miniLED LCD, ma la copertura cromatica si allarga fino al 100% dello spazio AdobeRGB. Il nero profondo dell'OLED elimina i leggeri aloni attorno alle zone luminose tipici del miniLED. La cerniera è più rigida e lo schermo, arrotondato sui quattro lati, oscilla pochissimo quando viene toccato.
Dynamic Island e touch come input secondario
Sul coperchio arriva la Dynamic Island a forma di pillola, con la classica fotocamera FaceTime e il richiamo di Siri AI tramite trascinamento verso il basso. Torna anche il logo luminoso sul retro, con luminosità regolata in base allo schermo. Il touchscreen è di serie su entrambe le versioni, glossy e nanotexture, ma Apple lo considera un input secondario: macOS resta identico, con aree sensibili invisibili ampliate e menu che si distanziano solo quando si usa il dito.
I gesti ricalcano quelli di iPad: tocco per selezionare, doppio tocco per aprire, un dito per scorrere, pinch e rotazione, pressione prolungata per il menu contestuale. Apple suggerisce agli sviluppatori di posizionare i controlli precisi vicino ai bordi, dove la mano può appoggiarsi, e di lasciare il centro ai gesti ampi. L'obiettivo è rendere il tocco occasionale, non sostitutivo del trackpad, per evitare l'affaticamento del braccio che Steve Jobs citava già nel 2010.
La domanda resta aperta: chi ha davvero bisogno del touch su una workstation pro? Apple sostiene che i modelli di fascia alta sono i prescelti per debuttare con nuove soluzioni, coerentemente con una filosofia di prodotto in evoluzione. Il nuovo MacBook Pro non sostituisce la gamma esistente ma la affianca, e il debutto del touch su macOS segna comunque un cambio di rotta storico per l'azienda di Cupertino.