Mentre l'intelligenza artificiale rende sempre più semplice riassumere un libro senza leggerlo, ad Harvard accade qualcosa di quasi controintuitivo. Il corso più richiesto del campus è anche uno dei più impegnativi: vieta i dispositivi digitali e obbliga gli studenti a leggere un grande classico praticamente ogni settimana.
Hum 10, la piccola istituzione del campus
Si chiama Humanities 10, o più semplicemente Hum 10, ed è ormai un punto di riferimento ad Harvard. Quest'autunno le domande di ammissione sono cresciute del 40%: 180 matricole si sono candidate per appena 90 posti, presentando anche un saggio per entrare. Il corso non è pensato per rendere la vita facile: niente formula promosso/bocciato, presenza controllata a ogni lezione e richiamo per chi arriva in ritardo. Smartphone, tablet e computer sono banditi, e il programma attraversa opere come Odissea, Iliade, Ulisse, Shakespeare, Dante, Platone, Spinoza, Montaigne e James Baldwin, accompagnate da saggi scritti e discussioni in aula.
La lettura profonda come antidoto all'AI
Secondo alcuni docenti, il successo del corso potrebbe dipendere proprio dal contesto culturale attuale. David Elmer, professore di studi classici e tra i responsabili di Hum 10, spiega che molti studenti percepiscono il mondo esterno come sempre meno favorevole alla lettura profonda, alla scrittura e alla concentrazione. Non è certo che l'intelligenza artificiale sia la causa, precisa, ma il tema è ricorrente tra gli iscritti.
Diversi studenti parlano esplicitamente della volontà di sottrarsi ai metodi semplici offerti dall'AI. Fuori dal corso, raccontano, qualcuno chiede loro perché non facciano elaborare i libri a un sistema di intelligenza artificiale invece di leggerli. Ma chi frequenta Hum 10 vuole confrontarsi con il testo, discuterlo con altre persone e costruire una propria interpretazione: un approccio che, nel 2024, sembra valere più di qualsiasi scorciatoia tecnologica.