Una storia che parte da un gesto banale e finisce nel regno dell'hacking. Protagonista è Rasmus Moorats, sviluppatore estone che voleva semplicemente spostare indietro di un'ora l'orologio della sua Renault Latitude del 2014, una maxi berlina mai venduta in Italia, dopo il passaggio dall'ora legale a quella solare. Peccato che il menu delle impostazioni, sulla vettura, semplicemente non fosse disponibile.
Il paradosso della scheda SD mancante
Il motivo è quasi assurdo: il sistema di infotainment TomTom Carminat Live aveva bisogno della scheda SD originale delle mappe anche solo per caricare la definizione dell'interfaccia e raggiungere il menu delle impostazioni. Senza la scheda, il pulsante dedicato non funzionava e lo schermo mostrava un laconico "Nessuna carta trovata!". Comprare una vecchia scheda di navigazione sarebbe costato circa 60 euro, una spesa inutile per chi ormai usa lo smartphone come navigatore. Così Moorats ha deciso di mettere a frutto le sue competenze da sviluppatore.
Reverse engineering e root sul sistema
Analizzando il firmware, ha scoperto che il Carminat Live, nome in codice Beaumont, monta un SoC Samsung S5P6440 e un sistema operativo TomTom basato su Linux 2.6.28.10. Il firmware conteneva un filesystem ext3 con gran parte del sistema, ma modificarlo direttamente non bastava: gli aggiornamenti erano protetti da controlli di integrità e le schede SD usavano meccanismi DRM legati all'identificativo hardware della memoria, pensati per impedire la copia delle mappe. Da qui la necessità di emulare il sistema con QEMU e trovare un modo per eseguire codice con privilegi di root.
Il risultato? Una modifica che permette di accedere alle impostazioni e regolare l'ora senza acquistare nulla. Una vicenda che racconta quanto i sistemi di infotainment delle auto siano spesso chiusi e fragili, e come la community degli sviluppatori riesca a trasformare un fastidio quotidiano in un piccolo capolavoro di ingegneria inversa.