Un caso che mescola intelligenza artificiale, diritti d'autore e scraping selvaggio. Open3DLab, community indipendente dedicata alla modellazione 3D, accusa un crawler riconducibile a Roblox di aver analizzato quasi l'intero catalogo dei suoi siti e di aver scaricato 145,5 GB di dati. L'attività avrebbe coinvolto anche SFMLab e SmutBase, due piattaforme collegate che ospitano risorse e progetti 3D, inclusi, nel caso di SmutBase, contenuti per adulti.
Le tracce del crawler e le violazioni
Secondo il portale, tutto è iniziato il 18 ottobre, quando lo staff ha rilevato un numero anomalo di richieste dirette ai siti e all'infrastruttura di download. Il crawler si identificava con l'user agent trellis2-data-sourcing/1.0, accompagnato da un riferimento alla ricerca sui modelli 3D e da un indirizzo email associato al dominio Roblox. Le richieste provenivano da un singolo indirizzo Amazon AWS e, sempre secondo Open3DLab, non rispettavano né il file robots.txt né i termini di servizio, che vietano esplicitamente lo scraping. Ignorate anche le licenze dei creatori, che escludono lo sfruttamento commerciale dei contenuti pubblicati.
Numeri e sospetti sull'addestramento AI
In circa 34 ore, il crawler ha esaminato 18.926 progetti attraverso 26.429 richieste. Poi ha scaricato copie complete di 1.027 file appartenenti a 712 progetti, prima di interrompere temporaneamente le operazioni. Una parte consistente dei dati proviene da contenuti per adulti: SmutBase ha contribuito con 364 file per un totale di 54,8 GB relativi a 224 progetti, mentre da SFMLab sono stati prelevati 62,6 GB di materiale appartenente a 345 progetti contrassegnati come contenuti per adulti.
Open3DLab afferma di aver individuato e bloccato il crawler entro la mattina del 19 ottobre, ma i tentativi di download sarebbero proseguiti anche dopo, con ulteriori richieste rilevate il 19 e il 20 ottobre. Il sospetto, molto convincente, è che la società stia raccogliendo dati per addestrare modelli di intelligenza artificiale: la community precisa però di non avere prove definitive. Se confermato, sarebbe l'ennesimo caso di scraping massiccio ai danni di creatori indipendenti, un tema sempre più caldo nel settore dell'AI generativa.