Spotify ha annunciato il 20 ottobre 2026, con un post sul blog aziendale For the Record, di aver escluso dalle proprie raccomandazioni più di 50 milioni di brani classificati come slop o spam generati dall'intelligenza artificiale. Si tratta di uno dei più massicci interventi di pulizia mai effettuati dalla piattaforma di streaming musicale, che mira a proteggere l'esperienza degli utenti e a tutelare il lavoro degli artisti.
Un fenomeno in crescita esponenziale
Negli ultimi anni, la diffusione di strumenti di generazione musicale basati sull'IA ha permesso a chiunque di creare intere discografie in pochi minuti. Questi contenuti, spesso pubblicati con l'obiettivo di accumulare ascolti e royalties, hanno invaso le playlist algoritmiche, rendendo sempre più difficile per gli utenti distinguere la musica autentica da quella sintetica. Spotify ha dichiarato di aver sviluppato sistemi di rilevamento avanzati in grado di identificare pattern sospetti, come la pubblicazione massiva di tracce sotto nomi falsi o la manipolazione degli ascolti.
Le nuove regole per gli artisti
Oltre alla rimozione dei brani, la piattaforma ha annunciato una serie di misure per prevenire il fenomeno. Tra queste, l'introduzione di limiti mensili alla pubblicazione per i nuovi account e l'obbligo di dichiarare l'uso di strumenti di IA nella creazione dei contenuti. Spotify ha inoltre specificato che i brani rimossi non saranno più eleggibili per le raccomandazioni algoritmiche e che gli artisti sorpresi a manipolare il sistema potranno incorrere in sanzioni, fino alla sospensione dell'account.
L'iniziativa rappresenta un segnale forte per l'intero settore dello streaming, che si trova a dover bilanciare l'apertura verso nuove forme di creatività con la necessità di mantenere un ecosistema equo e sostenibile per chi produce musica.