Dopo oltre due decenni di osservazioni cosmiche, il telescopio Swift della NASA ha concluso la sua missione in modo spettacolare. Il 4 novembre 2026, alle 13:39 ora italiana, il satellite è rientrato nell'atmosfera terrestre sopra la regione di Sumatra Settentrionale, in Indonesia, disintegrandosi in gran parte durante la discesa. Con una massa di circa 1.450 chilogrammi, Swift ha rappresentato un pilastro dell'astrofisica moderna, raccogliendo dati impossibili da ottenere da terra.
Un rientro controllato senza rischi
Nonostante le iniziali incertezze sull'area di impatto e la possibilità che alcuni detriti raggiungessero il suolo, l'Italia non è mai stata in pericolo secondo le previsioni. Al momento non si segnalano danni: la maggior parte del telescopio è bruciata nell'atmosfera, anche se alcuni componenti potrebbero essere sopravvissuti alle temperature estreme. Il rientro è avvenuto in modo controllato, senza conseguenze per le popolazioni locali.
Una missione oltre le aspettative
Lanciato nel novembre 2004 per una missione inizialmente prevista di soli due anni, Swift ha superato ogni aspettativa, operando per quasi 22 anni. Il suo obiettivo principale era lo studio dei lampi gamma, le esplosioni cosmiche più violente dell'Universo, capaci di liberare in pochi secondi un'energia impressionante. Grazie alla sua capacità di puntare rapidamente verso queste sorgenti, Swift ha rivoluzionato la nostra comprensione dei fenomeni più estremi del cosmo, lasciando un'eredità scientifica duratura.