La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha depositato la propria voce presso l'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale. L'audio, pubblicato in esclusiva da Repubblica e ripreso dall'ANSA, contiene la frase "Io sono Giorgia Meloni" ripetuta come un mantra. Non si tratta di un messaggio di propaganda per le elezioni del 2027, ma di una mossa legale per proteggere la propria identità vocale dalla clonazione tramite intelligenza artificiale.
Una difesa contro i deepfake
Il problema dei deepfake è noto e diffuso. Nei mesi scorsi, su Facebook era comparsa un'inserzione fraudolenta con la Premier che invitava a investire 250 euro: una truffa realizzata con l'AI, potenzialmente in grado di ingannare gli utenti meno attenti. La registrazione del timbro vocale all'EUIPO serve proprio a contrastare questi abusi, impedendo che la voce di Meloni venga utilizzata senza autorizzazione per creare contenuti multimediali ingannevoli.
Secondo le prime informazioni, Meloni è assistita da uno studio legale di Roma e da una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale. L'obiettivo è evitare utilizzi illeciti in ambiti come la creazione di contenuti scaricabili, le attività culturali e l'organizzazione di manifestazioni politiche. La voce diventa così un vero e proprio marchio registrato, con tutele legali specifiche.
Meloni seconda solo a Sydney Sweeney
Una ricerca pubblicata all'inizio dell'estate rivela che la Premier è il secondo personaggio pubblico più cercato in Italia in relazione ai deepfake AI. Al primo posto c'è l'attrice Sydney Sweeney. Questo dato conferma la vulnerabilità delle figure istituzionali e l'urgenza di strumenti legali per proteggere l'immagine e la voce dai falsi generati dall'intelligenza artificiale.
L'iniziativa di Meloni rappresenta un precedente importante nel panorama europeo: la registrazione del timbro vocale all'EUIPO potrebbe aprire la strada a nuove forme di tutela per i personaggi pubblici, sempre più esposti alle manipolazioni digitali. Mentre l'AI generativa diventa sempre più accessibile, la protezione dell'identità personale diventa una priorità legale e politica.