Le aziende di intelligenza artificiale hanno smesso di accontentarsi di essere semplici ospiti sui dispositivi altrui. Dopo anni passati a installare assistenti vocali e app di IA su iPhone e telefoni Android, ora vogliono costruire smartphone propri. La notizia, riportata da Cri (probabilmente Cristiano o un autore di riferimento del settore), segna un cambio di rotta epocale: non più software su hardware di altri, ma un controllo totale dall'hardware al software.
Perché l'iPhone non basta più
Il motivo è presto detto: Apple e Samsung dettano regole ferree su cosa le app di IA possono fare, limitando l'accesso a dati, sensori e funzionalità di sistema. Un assistente IA di terze parti su iPhone non può integrarsi profondamente con il sistema operativo, né tantomeno raccogliere in tempo reale le informazioni necessarie per offrire un'esperienza davvero personalizzata. Così, aziende come OpenAI, Anthropic o Perplexity stanno valutando di produrre dispositivi propri, dove l'IA è il cuore del telefono, non un'aggiunta.
Non solo smartphone: l'IA vuole il controllo
La mossa non riguarda solo i telefoni. L'obiettivo è creare un ecosistema chiuso in cui l'intelligenza artificiale gestisce ogni aspetto: dalla fotocamera alla batteria, dalle notifiche alla privacy. Un dispositivo del genere potrebbe arrivare sul mercato già nel 2026, con un prezzo competitivo e funzionalità esclusive. Per gli utenti, significa maggiore integrazione e assistenza proattiva; per i produttori tradizionali, una minaccia concreta al loro dominio. La partita è appena iniziata.