Si chiama Alza ed è il primo festival cinematografico di New York interamente dedicato ai microdramma, i contenuti verticali pensati per lo schermo dello smartphone. Fondato da Pete Torres, ex direttore operativo del Tribeca Festival, l'evento si è tenuto dal 16 al 18 ottobre con l'obiettivo dichiarato di celebrare «la creatività, l'innovazione e il crescente impatto culturale delle storie realizzate per lo schermo verticale». Tra proiezioni, anteprime e panel con dirigenti del settore, l'atmosfera era quella di chi crede fermamente che l'intrattenimento verticale diventerà parte integrante del futuro.
Un format che fatica a stare sul grande schermo
La realtà, però, è apparsa più sfumata. Seduti nelle poltrone di un cinema AMC di Manhattan, gli spettatori hanno assistito all'adattamento verticale di Orgoglio e Pregiudizio firmato da Jerry Bradford e all'originale Billionaire's Broken Vow con Eric Roberts. Entrambi i progetti sono lungometraggi completi, ma pieni di tagli bruschi e cambi improvvisi di colonna sonora: un promemoria del fatto che questi film vengono spezzettati in brevi «episodi» per le app di microdramma. Vedere contenuti nati per il telefono proiettati al centro di schermi enormi, nella stessa sala che ospita Resident Evil, è sembrato piuttosto straniante.
La maggior parte dei fan dei video verticali li consuma sul mobile, ma piattaforme come Instagram e Vurt stanno lanciando app dedicate per smart TV, pensate per tenere gli spettatori incollati al divano. La popolarità di YouTube ha spinto colossi come Disney Plus, Netflix e HBO Max a sperimentare feed di clip verticali. Alza era piena di persone convinte di guidare la legittimazione del verticale come forma d'arte. Eppure, nonostante alcuni microdramma abbiano riscosso successi clamorosi, la programmazione del festival ha lasciato più di un dubbio sul fatto che il futuro sia davvero verticale.
Il pubblico femminile e la nuova «daytime TV»
Nonostante lo scetticismo, il festival ha divertito parte del pubblico, molte donne di mezza età: tra risate e sospiri durante i drammoni romantici, gli addetti hanno invitato gli spettatori a sedersi davanti per la migliore esperienza. Attrarre il pubblico femminile è l'obiettivo primario di GammaTime, piattaforma fondata dall'ex CEO di Miramax Bill Block, che ha spiegato come la libreria sia pensata per accompagnare gli utenti in ogni momento della giornata: «Facciamo contenuti che parlano alle donne mainstream di questo movimento mobile-first, che sono al telefono di mattina, di pomeriggio e di sera». Secondo Block, i telespettatori della TV diurna non sono spariti: sono migrati altrove, e i microdramma rappresentano «la nuova daytime, la nuova fascia 17-18 e la nuova dopo le 22».
Block e Amy Sullivan, responsabile dello sviluppo, hanno ammesso che gestire uno studio resta costoso anche con budget bassi, motivo per cui GammaTime esternalizza buona parte del marketing all'estero, con un team di acquisizione clienti, AI e marketing guidato dal partner Slava Mudrykh. La diffidenza resta però alta: Salvador Paskowitz, sceneggiatore di The Age of Adaline e vincitore del premio come miglior regista ad Alza con la commedia Layover, ha criticato l'uso massiccio dell'AI generativa nel settore. «ReelShort e DramaBox sono come navi da crociera arenate», ha detto, avvertendo che l'AI rischia di cancellare l'elemento umano. Eppure, a guardar bene, quasi tutti i progetti in gara erano interpretati da attori in carne e ossa, orgogliosi del proprio lavoro: un segnale che, dietro il verticale, ci sono ancora persone vere.