Activision ha deciso di alzare la voce: secondo l'azienda, Call of Duty non riceve l'attenzione mediatica che meriterebbe. Non si parla del buzz social o del lavoro degli influencer, che anzi accompagnano ogni lancio con una copertura enorme, ma di come la stampa specializzata tratta la serie. Una critica che arriva nonostante numeri da record e sforzi produttivi imponenti, e che ha spinto l'editore a pianificare una nuova campagna di comunicazione.
Un successo che non basta più
Il paradosso è evidente: Call of Duty è uno dei franchise più redditizi dell'intrattenimento, con incassi miliardari e milioni di giocatori attivi ogni anno. Eppure, secondo Activision, i media tendono a dedicargli meno spazio rispetto ad altre produzioni, quasi che il successo commerciale finisca per offuscare la copertura giornalistica. L'azienda sembra voler ribaltare questa percezione, rivendicando il valore del lavoro creativo e tecnico che sta dietro a ogni capitolo.
La nuova campagna e l'impatto sul settore
La mossa di Activision non è solo una lamentela: è una strategia. Puntare su una nuova campagna mediatica significa cercare di orientare il racconto pubblico, spostando l'attenzione dalle vendite al processo produttivo e alla rilevanza culturale della serie. Una scelta che potrebbe influenzare il modo in cui l'intero settore videoludico viene raccontato, soprattutto per i franchise più longevi, dove il rischio è quello di essere dati per scontati. Resta da capire se la stampa raccoglierà l'invito o se continuerà a guardare a Call of Duty con l'occhio disincantato riservato ai colossi.