Microsoft ha inviato una comunicazione agli abbonati dei piani Microsoft 365 Family e Premium per annunciare due novità destinate a far discutere. La prima, positiva, riguarda l'accesso alle funzionalità AI di Copilot, ora disponibili per tutti gli utenti dell'abbonamento. La seconda, decisamente meno gradita, è la riduzione dello spazio di archiviazione condiviso su OneDrive, che passa da 6 a 2 TB. Come era facile prevedere, sono scoppiate le proteste.
Copilot per tutti, ma con limiti condivisi
Fino a poco tempo fa, le funzionalità AI erano riservate esclusivamente al titolare dell'abbonamento. Microsoft ha ora eliminato questa restrizione: tutti gli utenti, fino a un massimo di sei, possono utilizzare Copilot. È stata inoltre introdotta un'opzione per gestire l'accesso dei minori. I limiti d'uso, precedentemente separati, sono ora condivisi tra tutte le funzionalità AI, il che potrebbe ridurre la quantità di richieste disponibili per ciascun membro del gruppo familiare.
Storage ridotto e rincari: la rabbia degli abbonati
La riduzione dello storage è il vero punto dolente. Tutti i nuovi abbonati ai piani Family e Premium avranno 2 TB condivisi su OneDrive, contro i 6 TB precedenti. La modifica si applicherà anche al primo rinnovo successivo al 2 maggio 2027 (sebbene il sito di supporto indichi il 1° aprile 2027). Microsoft sostiene che ora c'è maggiore flessibilità, poiché un singolo utente può utilizzare l'intero spazio disponibile, mentre prima ogni membro aveva 1 TB separato non condivisibile. Tuttavia, chi supera i 2 TB dovrà acquistare storage aggiuntivo o passare al piano Microsoft 365 Pro a 110 euro al mese, che offre 5 TB condivisi.
La decisione arriva dopo gli aumenti già annunciati a gennaio 2025, quando i piani Personal e Family sono saliti rispettivamente a 99 e 129 euro all'anno, con un incremento di 30 euro giustificato dall'aggiunta di Copilot. A ottobre 2025 è stato introdotto anche il piano Premium a 219 euro all'anno. Molti abbonati stanno valutando alternative: disattivare il rinnovo automatico, passare a servizi concorrenti o acquistare un NAS per gestire lo storage in autonomia.