Dal 23 ottobre cambia il perimetro della sicurezza sul lavoro in Italia. Le aziende che impiegano sistemi di intelligenza artificiale in grado di incidere sull'organizzazione del lavoro sono tenute a includerli nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), lo strumento previsto dal Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non si tratta più di un'indicazione volontaria: la novità assume ora rango di legge e impone un aggiornamento concreto delle procedure interne.
Cosa cambia per le imprese
L'obbligo riguarda tutti quei software che, attraverso algoritmi, possono modificare turni, assegnazione dei compiti, ritmi di produzione o modalità di controllo dei dipendenti. In questi casi l'IA diventa un vero e proprio fattore di rischio da analizzare, accanto a quelli tradizionali come rumore, sostanze chimiche o movimentazione manuale dei carichi. Le imprese dovranno quindi mappare gli strumenti adottati, valutarne l'impatto su salute e sicurezza dei lavoratori e prevedere misure di prevenzione adeguate.
Un passo verso un'IA responsabile
La norma nasce dalla consapevolezza che l'automazione intelligente può generare nuovi rischi: stress da sorveglianza algoritmica, pressione sui tempi, perdita di controllo sulle decisioni che riguardano le persone. Inserire questi aspetti nel DVR significa riconoscere che la tecnologia non è neutra e che il suo utilizzo va governato con regole chiare. Per le aziende si apre ora una fase di adeguamento: aggiornare i documenti, formare i preposti e coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori. Chi non si allinea rischia sanzioni e, soprattutto, un ambiente di lavoro meno sicuro.