Dan Houser, storico co-fondatore di Rockstar Games e mente creativa dietro capolavori come Grand Theft Auto e Red Dead Redemption, ha recentemente sorpreso i fan con una dichiarazione inaspettata: non ha alcuna intenzione di giocare a GTA 6, il titolo più atteso del decennio. La notizia, riportata da diverse testate specializzate, getta una luce interessante sul rapporto tra l'autore e la sua creatura più celebre, ormai completamente in mano a un nuovo team di sviluppo.
Una scelta di coerenza creativa
Secondo quanto dichiarato, Houser evita volontariamente di giocare ai grandi open world, inclusi quelli prodotti dalla sua ex azienda, per non contaminare la propria visione artistica. Dopo aver lasciato Rockstar nel 2020, il designer ha fondato Absurd Ventures, uno studio indipendente focalizzato su nuovi universi narrativi. Giocare a GTA 6, spiega, potrebbe influenzarlo inconsciamente e spingerlo a replicare meccaniche o stili già visti, limitando l'originalità dei suoi progetti futuri.
La posizione di Houser non è isolata nel panorama dell'industria. Molti autori di spicco evitano di consumare opere simili a quelle che stanno realizzando, per mantenere una sorta di "igiene creativa". Tuttavia, il caso di Houser è particolare: si tratta del padre spirituale di una delle serie più influenti di sempre, che ora sceglie di non guardare indietro. La sua assenza dal processo creativo di GTA 6 è già di per sé significativa, ma il rifiuto di giocarlo aggiunge un ulteriore livello di distacco.
GTA 6 e l'eredità di Rockstar
GTA 6 è attualmente in sviluppo presso Rockstar Games, con un lancio previsto per il 2025 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il gioco tornerà a Vice City e introdurrà per la prima volta una coppia di protagonisti, Jason e Lucia, promettendo una narrazione più matura e un mondo aperto ancora più vasto e reattivo. L'attesa è enorme, alimentata da anni di speculazioni e da un primo trailer record che ha totalizzato milioni di visualizzazioni in poche ore.
La scelta di Houser di non giocare al titolo non compromette certo il successo commerciale del gioco, ma offre uno spunto di riflessione sul rapporto tra creatori e opere. Mentre i fan si preparano a immergersi nelle strade di Vice City, il padre della saga preferisce guardare altrove, concentrandosi su nuove sfide imprenditoriali e narrative. Il suo addio a Rockstar ha segnato la fine di un'era, e ora la sua decisione di non giocare a GTA 6 ne è la conferma definitiva: il futuro di Houser è altrove, lontano dai riflettori di una serie che ha contribuito a rendere leggendaria.