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Stazioni spaziali private: la NASA apre alla presentazione dei progetti per sostituire la ISS

Stazioni spaziali private: la NASA apre alla presentazione dei progetti per sostituire la ISS Fonte: Punto Informatico
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La NASA ha pubblicato i documenti per le proposte delle future stazioni commerciali in orbita terrestre bassa: scadenza l'8 dicembre 2026, decisione finale entro aprile 2027

La NASA ha ufficialmente avviato la procedura per selezionare le stazioni spaziali commerciali che prenderanno il posto della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo la sua dismissione, prevista intorno al 2030. L'agenzia statunitense ha pubblicato una serie di documenti per sollecitare le aziende private a presentare le proprie proposte entro l'8 dicembre 2026. Al termine di questa prima fase verranno scelte almeno due proposte, con la decisione finale attesa entro aprile 2027.

Un passaggio obbligato per la presenza umana in orbita

L'obiettivo dichiarato è garantire una presenza umana stabile in orbita terrestre bassa, un requisito che la NASA considera strategico per ricerca, sviluppo tecnologico e addestramento in vista delle missioni lunari e marziane. Jared Isaacman, amministratore dell'agenzia, ha spiegato che le stazioni commerciali permetteranno alla NASA di concentrare maggiori risorse su obiettivi più ambiziosi, creando al contempo nuove opportunità per l'industria americana. La sfida principale resta il trasporto degli astronauti in orbita, un problema ancora aperto.

Chi parteciperà e quali sono i requisiti

Secondo Eric Berger di Ars Technica, alla prima fase prenderanno parte sicuramente Axiom Space, Voyager Space e Vast Space, mentre Blue Origin ha già ottenuto finanziamenti in passato. I vincitori riceveranno almeno 100 milioni di dollari, ma la fase 2 prevede finanziamenti ben più consistenti (miliardi di dollari) per sviluppo e certificazione delle stazioni. La fase 3 includerà l'acquisto di almeno quattro missioni con equipaggio. Le aziende dovranno progettare, costruire, collaudare, certificare e gestire le stazioni, fornendo anche i servizi di trasporto.

Il nodo del trasporto resta critico: SpaceX non produrrà più le navicelle Crew Dragon e non porterà più astronauti nello spazio. La NASA spera che Boeing risolva definitivamente i problemi di Starliner, mentre una seconda alternativa potrebbe essere lo Space Vehicle di Blue Origin, che però non sarà pronto prima del 2031. Nei documenti è indicato anche il costo per un volo con quattro astronauti nel 2030: 325 milioni di dollari.

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