Quando PlayStation 2 debuttò nei primi anni 2000, rappresentava la porta d'accesso al futuro del gaming. Sony, forte del successo della prima PlayStation, tornò sul mercato con una console più potente, più accessoriata e, inevitabilmente, più costosa. Ma quanto bisognava sborsare davvero per iniziare a giocare? La risposta non è così scontata: il prezzo di listino era solo la punta dell'iceberg.
Il prezzo di lancio e il contesto storico
In Italia, PS2 arrivò nel novembre 2000 a 749.000 lire (circa 387 euro). Una cifra importante per l'epoca, ma in linea con la concorrenza: Dreamcast costava meno, ma era già in declino, mentre GameCube e Xbox sarebbero arrivate l'anno seguente. Tuttavia, il solo acquisto della console non bastava. Senza un gioco, la PS2 era un fermacarte hi-tech. I titoli di lancio come Ridge Racer V o Tekken Tag Tournament costavano intorno alle 119.000 lire (61 euro), e i giochi più attesi, come Metal Gear Solid 2, non tardarono a superare le 129.000 lire.
Memory card e accessori: il salasso nascosto
Il vero salasso arrivava dagli accessori. La memory card da 8 MB, indispensabile per salvare i progressi, costava circa 79.000 lire (41 euro). Un secondo controller? Altre 79.000 lire. Chi voleva il multitap per giocare in quattro, doveva sborsare quasi 100.000 lire. E poi c'erano il cavo RGB, il telecomando DVD (per sfruttare la funzione di lettore multimediale) e le riviste specializzate che vendevano demo. Insomma, per un setup completo si potevano superare facilmente le 1.200.000 lire (oltre 600 euro), considerando console, due giochi, memory card e un pad aggiuntivo.
Oggi, con il senno di poi, quei prezzi sembrano astronomici, ma all'epoca rappresentavano l'ingresso a un ecosistema che avrebbe dominato il mercato per oltre un decennio. PS2 ha venduto oltre 155 milioni di unità, diventando la console più venduta di sempre. E chissà quanti di quei milioni di giocatori ricordano ancora con nostalgia il momento in cui sborsarono fior di quattrini per portarsi a casa il futuro del gaming.