ChatGPT ha introdotto un sistema di stima dell'età basato sui comportamenti dell'account. L'algoritmo analizza pattern di utilizzo, linguaggio e interazioni per dedurre se l'utente è maggiorenne o minorenne. Se il verdetto è 'minore', scattano restrizioni automatiche su contenuti e funzionalità. Il problema? Gli adulti possono essere classificati erroneamente come ragazzi, con conseguente blocco di funzioni legittime.
Come funziona il controllo (e cosa rischi)
Quando il sistema rileva un profilo 'sospetto', chiede un selfie di verifica o un documento d'identità per sbloccare l'account. In Europa il meccanismo è già operativo e sta sollevando non poche polemiche. Da un lato c'è la necessità di proteggere i minori da contenuti inappropriati, dall'altro il rischio di falsi positivi che costringono utenti adulti a fornire dati biometrici sensibili. Un selfie, infatti, è un dato personale che finisce sui server di OpenAI.
Impatto e prospettive
La vicenda mette in luce un dilemma sempre più attuale: come bilanciare sicurezza e privacy nell'era dell'IA generativa. Se da un lato le autorità europee spingono per verifiche più stringenti, dall'altro gli utenti temono abusi e trattamenti discriminatori. OpenAI non ha ancora chiarito i criteri esatti di classificazione, alimentando incertezza. Quel che è certo è che il controllo dell'età è destinato a diventare uno dei nodi centrali del prossimo futuro digitale.