La gestione dei resi è da sempre il tallone d'Achille della supply chain, ma l'intelligenza artificiale promette di trasformarla in un'opportunità. McKinsey ha intervistato 30 dirigenti della supply chain per capire come decidono dove indirizzare i prodotti restituiti: il risultato è sconfortante. Tutti tranne cinque, infatti, si affidano a dati di base o addirittura a nessun dato, lasciando che il destino dei resi sia deciso dall'intuito anziché dall'analisi.
Il metodo in cinque passi
L'analisi di McKinsey propone un approccio strutturato che sfrutta l'AI per ottimizzare ogni fase del ciclo di reso. Il primo passo consiste nel raccogliere dati granulari su motivi, condizioni e tempi di restituzione; il secondo nel classificare i resi in base al valore recuperabile. Segue la previsione della domanda per capire dove e quando rimettere a scorta i prodotti, quindi l'ottimizzazione logistica per ridurre i costi di trasporto e, infine, il monitoraggio continuo dei risultati per migliorare il modello nel tempo.
L'adozione dell'AI in questo ambito non è solo una questione di efficienza: significa recuperare margini su prodotti che altrimenti verrebbero svenduti o smaltiti, riducendo l'impatto ambientale e aumentando la soddisfazione dei clienti. Le aziende che hanno già implementato questi sistemi registrano riduzioni fino al 20% dei costi di gestione e tempi di ricircolo più rapidi, un vantaggio competitivo non indifferente in un mercato sempre più attento alla sostenibilità.