Nella notte, SpaceX avrebbe introdotto un limite di velocità di 160 km/h per i terminali Starshield – la versione militare di Starlink – utilizzati dalle forze ucraine. La restrizione sarebbe scattata senza alcun preavviso, cogliendo di sorpresa le unità operative sul campo. Secondo quanto riportato da Kiev, diverse missioni con droni sarebbero state annullate a causa dell’improvvisa limitazione, che impedirebbe l’uso dei terminali su mezzi in movimento ad alta velocità.
Conseguenze operative e verifiche in corso
Il consigliere Serhiy Beskrestnov, figura di riferimento per le comunicazioni militari ucraine, ha collegato l’episodio al contesto politico, suggerendo che la mossa potrebbe non essere solo tecnica. Le autorità ucraine hanno avviato verifiche per capire se si tratti di un errore, di un aggiornamento software o di una decisione deliberata. Al momento, né SpaceX né la Casa Bianca hanno rilasciato commenti ufficiali.
Un nuovo capitolo nella guerra delle comunicazioni
L’episodio riaccende i riflettori sul ruolo cruciale di Starlink nel conflitto ucraino. I terminali hanno garantito connettività essenziale in aree dove le infrastrutture tradizionali sono state distrutte, ma la dipendenza da un fornitore privato solleva interrogativi sulla sovranità tecnologica. La limitazione a 160 km/h, se confermata, potrebbe ridurre la mobilità delle truppe e l’efficacia dei droni, soprattutto in scenari di rapido dispiegamento. Resta da capire se si tratti di una misura temporanea o di un cambiamento permanente nelle condizioni d’uso.