Microsoft sta lavorando all'iniziativa interna K2 per risollevare le sorti di Windows 11, un sistema operativo finito più volte sotto accusa per instabilità, integrazione invasiva dell'AI, aggiornamenti problematici e un consumo di risorse tutt'altro che contenuto. Qualche ottimizzazione è già arrivata, soprattutto sui sistemi con almeno 8 GB di RAM, ma i risultati migliori sembrano arrivare da strumenti di terze parti. È il caso di Rufus, il popolare tool per creare chiavette USB di installazione, che con la versione 4.14 ha introdotto una modalità di debloating capace di fare miracoli.
Come funziona il debloat di Rufus
La funzione permette di rimuovere o disabilitare alcune applicazioni Microsoft considerate superflue da molti utenti, come Teams, Outlook e Copilot. Il problema è che queste app, in determinate condizioni spesso predefinite, tendono ad avviarsi automaticamente e a restare attive in background, occupando memoria e CPU anche quando l'utente non le utilizza. Eliminandole o disattivandole durante la creazione del supporto di installazione, il sistema parte già più leggero e reattivo.
Risultati sorprendenti anche su hardware modesto
Secondo diverse segnalazioni, dopo aver usato Rufus per rimuovere tutto il bloatware, reinstallare una versione pulita e applicare gli aggiornamenti fino alla 26H2, l'occupazione di RAM di Windows 11 crolla da oltre 5 GB a circa 2,5 GB. Un dimezzamento che si nota soprattutto sui PC meno potenti, dove ogni megabyte libero fa la differenza. La procedura non richiede configurazioni hardware particolari e si dimostra efficace anche su macchine datate.
In attesa che Microsoft completi il progetto K2, Rufus si conferma quindi una soluzione pratica e immediata per chi vuole un Windows 11 più snello, senza attendere gli aggiornamenti ufficiali. Un piccolo trucco che può restituire nuova vita a computer che sembravano ormai al limite.