Il Logitech MX Keypad è un tastierino programmabile con nove tasti LCD a colori, progettato per portare sulla scrivania scorciatoie, macro e comandi di sistema. Nell'ottica del produttore, però, il vero obiettivo è un altro: diventare il punto di accesso rapido agli strumenti di intelligenza artificiale. Dopo averlo provato tra scrittura, navigazione, editing e sviluppo, la sensazione è netta: funziona bene, è costruito con la cura tipica della serie MX, ma non è un acquisto immediato per tutti. Serve tempo, configurazione e un flusso di lavoro che ne sfrutti davvero le potenzialità.
Design curato e feedback convincente
Appena estratto dalla confezione, il dispositivo comunica subito la sua natura premium. Misura 91,7 x 77,9 x 25,5 mm e pesa 96 grammi: occupa pochissimo spazio e può stare tra tastiera e mouse, oppure in verticale grazie allo stand incluso. La scocca ha una finitura texturizzata che evita l'effetto plastica lucida, disponibile in Grafite e Grigio Chiaro. I nove tasti LCD sono disposti in una griglia 3x3, affiancati da due pulsanti fisici per la navigazione tra le pagine. La pressione è netta, con un feedback che ricorda un pulsante meccanico, e il tasto centrale ha un piccolo dentino per orientare la mano al buio. La corsa, però, non è perfettamente uniforme: su un prodotto da 99,99 euro ci saremmo aspettati maggiore precisione.
Software e connessione: il vero discrimine
La connessione avviene esclusivamente via USB-C: niente Bluetooth né ricevitore Logi Bolt. Una scelta comprensibile, visti i nove display LCD accesi e la necessità di latenza zero, ma che rompe la pulizia di un setup wireless. Il cavo incluso è lungo 1,5 metri, sufficiente per diverse disposizioni. Tutto passa attraverso Logi Options+, l'app già usata da chi possiede mouse e tastiere MX: un vantaggio enorme per chi è dentro l'ecosistema, con profili e scorciatoie centralizzate. La configurazione è drag & drop, con possibilità di assegnare comandi di sistema, macro, script e icone personalizzate. Il punto debole? L'app deve restare in esecuzione e non è leggerissima: senza software, il keypad perde gran parte della sua ragione d'esistere.
La funzione più apprezzata è il cambio automatico dei profili in base all'applicazione attiva: aprite Photoshop e i nove tasti diventano comandi di ritocco; passate al browser e cambiano ancora. È qui che l'MX Keypad si distingue come anti-Stream Deck: non copia Elgato, ma punta a integrarsi nell'ecosistema Logitech e a rendere naturale il passaggio tra applicazioni. Il risultato è convincente, anche se il Marketplace e i plugin hanno ancora margine di crescita rispetto alla concorrenza storica. In sintesi: un gadget elegante che, con la giusta configurazione, può trasformarsi in uno strumento indispensabile.