Anthropic ha deciso di correggere il tiro su una delle regole più contestate di Claude Code. Il modello, che nelle scorse settimane tendeva a rifiutare qualsiasi richiesta contenente il nome di un videogioco esistente, ora può gestire questi input in modo più flessibile. La modifica arriva dopo le numerose segnalazioni di utenti frustrati da blocchi considerati eccessivi.
A fine ottobre Addy Osmani, figura di riferimento per Claude Code, aveva spiegato su X che al system prompt di Opus 5.5 erano state aggiunte due frasi contro le violazioni della proprietà intellettuale. Tali violazioni, in realtà, erano già vietate dalle policy d'uso. Il problema è che la regola scattava anche quando un gioco veniva citato solo per descrivere le meccaniche desiderate, generando rifiuti a catena.
Come funziona la nuova versione 2.1.317
Con l'aggiornamento 2.1.317 il comportamento cambia in modo sostanziale. L'utente può nominare un titolo e Claude dovrebbe realizzare un gioco originale dello stesso genere, senza copiare elementi protetti. A chi chiede esplicitamente una copia, il modello proporrà invece qualcosa di simile ma distinto, mantenendo un approccio più utile e meno rigido.
La scelta punta a bilanciare tutela del copyright e usabilità concreta dello strumento, evitando che il filtro blocchi richieste legittime. Sotto il post di Osmani, però, non sono mancate le critiche: diversi utenti hanno fatto notare che, quando Anthropic ha addestrato i suoi modelli anche sul codice altrui e senza chiedere permesso, nessuno dei proprietari di quel codice ha avuto la possibilità di opporsi.