Un gruppo di ricerca dell'Università del Surrey ha sfruttato una rara e potente tempesta solare per misurare i livelli di radiazione direttamente a bordo degli aerei di linea. L'esperimento, condotto con sensori installati su velivoli, palloni stratosferici e stazioni a terra, rappresenta uno dei primi monitoraggi multi-livello di un evento di questo tipo. I dati raccolti aiuteranno a capire quanto i passeggeri e gli equipaggi siano effettivamente esposti durante i voli, soprattutto sulle rotte polari come quella tra Londra e New York.
Perché le rotte polari sono le più esposte
Le tempeste solari scagliano verso la Terra particelle cariche che, interagendo con l'atmosfera, aumentano i livelli di radiazione ad alta quota. Alle latitudini polari il campo magnetico terrestre offre una protezione minore, perciò i voli transatlantici che sorvolano l'Artico possono ricevere dosi più elevate rispetto alle rotte equatoriali. Lo studio del Surrey ha misurato queste variazioni in tempo reale, dimostrando che i valori cambiano rapidamente con le condizioni dello spazio e con la quota di crociera.
Verso regole più precise per l'aviazione
I risultati offrono alle compagnie aeree e agli enti regolatori strumenti concreti per valutare l'esposizione dei membri dell'equipaggio, che accumulano ore di volo su rotte ad alta latitudine. In futuro, i dati potrebbero portare a modelli previsionali più accurati e a protocolli di sicurezza aggiornati, inclusa la possibilità di modificare le rotte durante gli eventi solari più intensi. Un passo avanti importante per coniugare l'operatività dei voli con la tutela della salute di chi lavora in aria.