Una startup californiana, Reflect Orbital, ha trasformato la notte di un tratto di deserto vicino al Monte Whitney in un esperimento a cielo aperto: accendere il buio per simulare l'effetto dei futuri satelliti-specchio che intende lanciare in orbita. L'obiettivo dichiarato è quello di riflettere la luce solare verso la Terra e offrire illuminazione notturna su richiesta, ma la dimostrazione ha subito fatto scattare l'allarme di astronomi e ambientalisti, che parlano senza mezzi termini di un progetto «idiota».
Come funziona il piano della startup
Il concept di Reflect Orbital si basa su una costellazione di satelliti dotati di grandi specchi in grado di catturare la luce del Sole e reindirizzarla verso specifiche zone del pianeta. In teoria, questo permetterebbe di illuminare aree remote, cantieri o zone colpite da emergenze, riducendo la dipendenza dai sistemi di illuminazione tradizionali. La prova nel deserto californiano è servita proprio a verificare la fattibilità tecnica e l'impatto luminoso a terra, ma i risultati hanno alimentato più dubbi che entusiasmo.
Le critiche di astronomi e ambientalisti
La comunità scientifica è insorta: l'aggiunta di luce artificiale nel cielo notturno, anche solo per poche ore, minaccia l'osservazione astronomica e altera i cicli naturali di fauna e flora. Gli esperti sottolineano che un simile progetto potrebbe peggiorare l'inquinamento luminoso, già problematico per gli osservatori, e interferire con il comportamento di specie notturne. Reflect Orbital, dal canto suo, difende la sperimentazione come passo necessario verso un servizio innovativo, ma la polemica è destinata a crescere mentre il progetto avanza verso le prossime fasi di test.