Da un lato le AI Overviews e la AI Mode stanno riscrivendo le regole della visibilità online; dall'altro, fino a ieri, chi gestiva un sito B2B navigava a vista. La svolta arriva con l'estensione a tutti i siti, fissata al 31 agosto 2026, del rapporto di Google Search Console dedicato alle prestazioni dell'AI generativa. Uno strumento che finalmente rende misurabile ciò che accade quando un potenziale cliente interroga l'assistente AI invece del classico elenco di link.
Cosa mostra il nuovo report
Il rapporto espone le impressioni delle pagine all'interno di AI Overviews e AI Mode, segmentate per pagina e per tipologia di risultato generativo. In pratica, si può capire quali contenuti vengono citati o mostrati dalle risposte AI e con quale frequenza, distinguendo il traffico "classico" da quello mediato dall'intelligenza artificiale. Per un'azienda B2B significa individuare i contenuti che alimentano le risposte dell'AI e capire dove conviene investire in ottimizzazione, contenuti tecnici e autorevolezza.
Dove intervenire nella strategia B2B
Il primo passo è leggere i dati per pagina: le pagine con alte impressioni in AI Mode ma pochi clic organici vanno analizzate, perché potrebbero essere citate senza generare visite dirette. Il secondo è riorientare i contenuti verso format che l'AI predilige: risposte strutturate, dati verificabili, confronti e FAQ. Infine, monitorare nel tempo l'andamento delle impressioni generative aiuta a decidere se puntare su AI Overviews, su AI Mode o su entrambe, evitando investimenti alla cieca e concentrando le risorse dove il ritorno è misurabile.