Un attacco hacker senza precedenti ha colpito Binance il 29 ottobre 2026: sono stati sottratti circa 6,3 miliardi di dollari in criptovalute, una cifra record che supera di gran lunga il precedente furto da 1,5 miliardi ai danni di Bybit nel 2025. L'FBI ha ufficialmente attribuito la responsabilità dell'operazione alla Corea del Nord, indicando in particolare il gruppo TraderTraitor, legato all'apparato informatico nordcoreano e associato alla più ampia organizzazione Lazarus.
Un colpo da 6,3 miliardi
L'entità del furto lascia sgomenti gli analisti: mai prima d'ora era stata sottratta una somma così ingente in criptovalute. L'attacco ha preso di mira Binance, uno degli exchange più grandi al mondo, e ha fruttato oltre 6,3 miliardi di dollari, equivalenti a diversi miliardi di euro. Il modus operandi di TraderTraitor è noto alle autorità: il gruppo utilizza tecniche di ingegneria sociale e malware sofisticati per infiltrarsi nelle infrastrutture finanziarie. Le indagini dell'FBI sono in corso per ricostruire la catena di comando e identificare i responsabili materiali.
Implicazioni ben oltre il mercato
La vicenda potrebbe avere ripercussioni ben più ampie del solo mercato delle criptovalute. La conferma del coinvolgimento nordcoreano solleva interrogativi sulla sicurezza degli exchange e sulla necessità di rafforzare le difese informatiche a livello globale. Esperti di cybersicurezza sottolineano che il furto rappresenta un campanello d'allarme per l'intero settore: le piattaforme di trading devono adottare misure più stringenti per proteggere gli asset digitali. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con preoccupazione l'escalation di attacchi informatici sponsorizzati da stati, che sempre più spesso prendono di mira il settore finanziario.