Parma è tra le prime città italiane a dotarsi del Dynostar, un banco di prova a rulli portatile ribattezzato “bici velox”. Posizionando la ruota del mezzo sui rulli, il dispositivo misura in pochi secondi la potenza erogata dal motore e la velocità massima effettiva. L’esordio operativo ha portato a 15 sanzioni in poche ore ai danni di conducenti di e-bike non conformi all’omologazione, individuati in centro lungo via D’Azeglio e piazza Garibaldi.
Come funziona il “bici velox”
Il nodo è la distinzione tra velocipede e ciclomotore. Il Codice della Strada fissa parametri precisi: potenza massima 250 W, velocità assistita fino a 25 km/h e motore che si disattiva quando si smette di pedalare. Sbloccare il software o installare acceleratori manuali trasforma la bici in un ciclomotore a tutti gli effetti. Chi circola senza immatricolazione, targa, casco e assicurazione rischia sanzioni da 5.000 a 15.000 euro, con sequestro del veicolo.
Non solo Parma: Bologna si attrezza
L’intervento risponde alle richieste di Fiab, Ancma e Assoutenti, che hanno chiesto al Ministero dei Trasporti maggiore vigilanza per tutelare pedoni e utenti vulnerabili. I risultati di Parma hanno spinto il Comune di Bologna a muoversi per dotare la Polizia Locale dello stesso strumento. L’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid ha spiegato: “Sono mesi che poniamo attenzione sui mezzi modificati: si presentano come biciclette, ma hanno le caratteristiche di ciclomotori e sono pericolosi nello spazio pubblico”.
Anche Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Palazzo d’Accursio, ha commentato: “La mossa va nella direzione indicata. Abbiamo proposto di introdurre a Bologna lo strumento per verificare potenza e velocità di e-bike, fat bike e monopattini modificati. Ora ci aspettiamo fatti concreti e controlli capillari”. I controlli con il Dynostar proseguiranno nei prossimi giorni. Il modello di Parma è destinato a estendersi presto ad altre città italiane.