Chrome alza l'asticella del riempimento automatico. Dopo le migliorie introdotte lo scorso anno, che già permettevano di suggerire nome, numero di passaporto, indirizzo email e indirizzi fisici recuperati dall'account Google e da servizi come Google Wallet, ora la funzione si spinge oltre. L'autofill avanzato integrerà Gemini con Personal Intelligence per proporre informazioni estratte direttamente da Gmail, risparmiando all'utente la fatica di cercare a mano email di conferma, ricevute o aggiornamenti di spedizione.
Cosa può recuperare (e come
In pratica, il sistema è in grado di pescare dettagli come il numero di tracking di una spedizione, i dati di un viaggio (ad esempio il codice di prenotazione di un volo o la conferma di un hotel) oppure il numero d'ordine di un acquisto recente. Quando questi dati compaiono come suggerimento durante la compilazione di un modulo, restano crittografati: una precauzione fondamentale per evitare che informazioni sensibili finiscano dove non dovrebbero. L'utente mantiene comunque il pieno controllo e può gestire a quali dati l'autofill ha accesso dalle impostazioni di Chrome, oppure disattivare del tutto la funzione.
Dove e quando arriva
Il rollout è già iniziato negli Stati Uniti. Le nuove capacità saranno disponibili tramite Gemini in Chrome per tutti gli utenti che hanno attivato Personal Intelligence, sulle versioni desktop, Android e iOS del browser. Un dettaglio non banale: la funzione non è un semplice esercizio di stile, ma punta a eliminare uno dei passaggi più noiosi della navigazione quotidiana, cioè il copia-incolla di codici e riferimenti tra email e moduli web.
La mossa conferma la strategia di Google di trasformare Gemini in un livello trasversale dell'esperienza Chrome, capace di leggere il contesto dell'utente e anticiparne i bisogni. Resta da capire quando l'espansione arriverà anche in Italia e negli altri mercati: per ora nessuna data ufficiale è stata comunicata per l'Europa, ma il debutto americano suggerisce che la strada sia tracciata.