Un nuovo colpo inferto al collettivo di cybercriminali ShinyHunters. Secondo quanto riportato da fonti anonime, le autorità della Giordania avrebbero arrestato un presunto membro del gruppo noto come Rey. L'uomo sarebbe coinvolto in una serie di attacchi informatici di alto profilo, incluso quello ai danni dell'FBI. Dopo il fermo, Rey avrebbe iniziato a collaborare con le forze dell'ordine statunitensi, fornendo informazioni cruciali per identificare altri membri della rete.
La collaborazione con l'FBI
La notizia della collaborazione è emersa in modo non ufficiale, ma ha subito acceso i riflettori sull'operato delle autorità giordane e sull'FBI, che da mesi danno la caccia ai vertici di ShinyHunters. Rey, il cui vero nome non è stato reso noto, sarebbe stato arrestato nelle scorse settimane e, secondo le fonti, avrebbe già cominciato a fare i nomi di altri hacker coinvolti in operazioni di data breach e rivendita di dati rubati. Il suo contributo potrebbe rivelarsi decisivo per smantellare l'intera organizzazione, responsabile di violazioni che hanno colpito aziende, istituzioni e persino agenzie governative.
ShinyHunters non si ferma: riaperto il sito di data leak
Nonostante l'arresto, il gruppo non sembra intenzionato a fermarsi. Nelle ore successive alla notizia del fermo di Rey, ShinyHunters ha riaperto un sito di fuga dati, probabilmente per dimostrare che le operazioni continuano nonostante il colpo subito. La piattaforma, utilizzata per pubblicare e vendere informazioni rubate, è tornata online, alimentando preoccupazioni tra i ricercatori di sicurezza. Gli esperti temono che l'arresto di un membro possa scatenare ritorsioni o accelerare nuove campagne di attacchi, mentre l'FBI e le autorità internazionali stringono il cerchio sugli altri leader del collettivo. La caccia agli ShinyHunters è appena iniziata.