Il mercato delle smart band senza display è in fermento: dopo Whoop, anche Fitbit, Garmin, Amazfit e Polar hanno lanciato le loro proposte. Luna, fondata da Amit Khatri (già creatore di Noise con oltre 45 milioni di dispositivi venduti), sceglie un approccio diverso con Luna Band: un dispositivo leggero e senza schermo che affida tutto all'app e a LifeOS, il sistema di intelligenza artificiale che interpreta i dati del corpo e li trasforma in un piano giornaliero. Dopo il debutto all'IFA di Berlino e il successo di Luna Ring 2.0, l'abbiamo testata per oltre un mese: ecco come è andata.
Design e comfort: leggerezza assoluta
La prima cosa che colpisce è la discrezione. Luna Band misura 40 mm di lunghezza, 27 mm di larghezza e 11,8 mm di spessore con cinturino montato, per un peso di appena 24 grammi. Si dimentica di averla al polso, giorno e notte. Non ci sono tasti: l'interazione avviene tramite un sensore con LED e vibrazioni, con cui LifeOS comunica quando serve. Il cinturino in nylon morbido con velcro garantisce una tenuta perfetta e non lascia segni sulla pelle, ed è lavabile in lavatrice. Nella confezione ci sono due misure (240 e 295 mm) e sono disponibili cinturini opzionali in varie colorazioni, con la band in tre finiture: nero, verde e beige. Il fissaggio magnetico permette di sganciare facilmente il modulo sensori per cambiare accessorio o pulirlo. La parte metallica tende a graffiarsi, ma la finitura opaca satinata nasconde il difetto. La ricarica avviene tramite una basetta con due contatti e cavo USB-C integrato: per il 100% serve circa un'ora. La resistenza all'acqua è fino a 5 ATM, quindi si può nuotare e fare la doccia senza problemi.
App e LifeOS: l'IA al centro
Il vero protagonista è l'app, con il Peak Score, un punteggio che sintetizza lo stato di salute in tempo reale. Misura recupero, attività e sonno, e aiuta a capire quando allenarsi e quando rallentare. Luna Band raccoglie oltre 70 metriche grazie a sensori ottici per frequenza cardiaca, temperatura cutanea, saturazione dell'ossigeno, accelerometro e giroscopio. Ci sono variabilità cardiaca, carico di allenamento, zone cardiache e più di 60 modalità sportive con rilevamento automatico. L'integrazione con Apple Health e Google Fit è utile per chi già usa queste piattaforme. L'interfaccia è curata e minimal, con colori essenziali e la possibilità di personalizzare le metriche visualizzate. Unico neo: non si può scegliere tra modalità chiara e scura, e l'app alterna metà e metà. Le schede del monitoraggio salute sono molto chiare e spiegano le fluttuazioni dei dati. Ricordiamo però che i dati non hanno valore medico: in caso di anomalie, consultare un medico.
La differenza rispetto alla concorrenza sono le mini app, piccole funzioni aggiuntive installabili dall'app, ognuna dedicata a un aspetto della salute. Il concetto ricorda Connect IQ di Garmin, ma con un focus sul benessere personale. Al momento sono disponibili tre mini app: gestione del ciclo circadiano, ciclo femminile e conteggio di cibo e bevande. Tuttavia, molte altre sono in arrivo: pianificatore del sonno e dell'attenzione, sveglie intelligenti, idratazione, finestra di caffeina, pianificatore nutrizionale, misuratore di VO2 max, gestore del jet lag, allenamento ibrido, gestore dei farmaci e altro. Sono tutte gratuite, ma chi acquista oggi scommette su ciò che arriverà. LifeOS è il cuore del sistema: l'IA integrata aiuta a interpretare lo stato di forma, rispondere a domande su riposo e giornata, registrare cibi e bevande, pianificare allenamenti o percorsi di perdita di peso. Un approccio conversazionale che sposta l'attenzione dai grafici alle domande. Luna afferma che LifeOS è addestrato su dati di oltre 30 milioni di utenti di smartwatch: un dato non verificabile, ma che rende l'idea dell'ambizione del progetto.