Novembre 2026 sarà un mese storico per il mondo dei videogiochi: Grand Theft Auto VI e il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time arriveranno sul mercato a poche settimane di distanza. Da un lato il kolossal di Rockstar, atteso da tredici anni e seguito di un capitolo che ha venduto la cifra monstre di 230 milioni di copie dal 2013; dall'altro la scommessa di Nintendo per Switch 2, una riedizione sontuosa di uno dei titoli più influenti di sempre. Due uscite che, insieme, promettono di catalizzare l'attenzione globale come non accadeva dai tempi del fenomeno 'Barbenheimer'.
L'attesa per GTA VI ha già assunto proporzioni inedite. Secondo la società di analisi Circana, il 29 percento dei giocatori statunitensi intende acquistarlo, e l'analista Mat Piscatella sottolinea come molti consumatori potrebbero comprare una PlayStation 5 o una Xbox Series proprio per giocarlo, dando una spinta alle vendite di console in calo. La portata del titolo è tale che quasi tutti gli altri grandi publisher hanno anticipato i propri lanci per evitare lo scontro diretto. L'unica eccezione è Nintendo, che non teme la competizione e punta a rilanciare il proprio franchise in vista del film live-action di Zelda previsto per il 2027.
Il lato oscuro del 2026
Dietro questi due eventi si nasconde però una realtà molto più cupa. Il 2026 è stato un anno drammatico per l'industria: Xbox è nel mezzo di un 'reset' che ha comportato migliaia di licenziamenti e la chiusura di diversi studi; Epic Games ha tagliato oltre 1.000 posti per la crisi dei giochi live-service; Sony ha ridimensionato Bungie e visto crollare le vendite hardware mentre i costi salivano; e colossi come EA e Ubisoft vivono un profondo sconvolgimento. Solo la scorsa settimana EA ha chiuso la storica BioWare e cancellato il prossimo Mass Effect, mentre Sucker Punch ha ridotto il personale nonostante il successo di Ghost of Yōtei.
Le cause sono note: licenziamenti, chiusure, modelli di business impopolari, la minaccia crescente dell'intelligenza artificiale e l'aumento vertiginoso dei costi hardware. La prossima generazione di console è messa a rischio da prezzi esorbitanti, mentre gli strumenti basati sull'IA stanno ridefinendo gli equilibri tra giocatori e creatori. Come ha ammesso il CEO di Xbox Asha Sharma, questi cambiamenti sono 'inequivocabilmente buoni per i giocatori', ma l'esito resta incerto. Non mancano storie virtuose, come FromSoftware e Remedy, ma sono eccezioni in un panorama turbolento.
Due casi irripetibili
Zelda e GTA rappresentano due eccezioni difficilmente replicabili. Nintendo controlla l'intera filiera, dall'hardware ai giochi, e ha adottato una strategia prudente che le ha permesso di resistere alla tempesta e costruire un impero dell'intrattenimento in crescita. Rockstar è invece l'esempio raro di uno studio 'troppo grande per fallire': GTA V è rimasto per tredici anni consecutivi tra i venti titoli più venduti negli Stati Uniti, secondo Circana, garantendo un'anticipazione senza precedenti per il seguito. Le loro uscite simultanee sono affascinanti proprio perché, con tutti i sommovimenti in corso, l'industria potrebbe non vedere mai più un momento del genere.