L'ondata di sabotaggi informatici contro i sistemi di refrigerazione europei non risparmia più nessun settore. Dopo i supermercati, gli hacker hanno preso di mira anche le banche del sangue. A confermarlo è Coolworld, azienda specializzata nella fornitura di impianti frigoriferi per la conservazione di materiale biologico, che nelle scorse ore ha subito un attacco ai propri sistemi.
Un attacco mirato alla catena del freddo
Secondo quanto ricostruito, i criminali informatici avrebbero preso di mira le piattaforme di controllo della temperatura utilizzate da Coolworld per gestire gli impianti presso strutture sanitarie e banche del sangue. L'obiettivo sarebbe quello di manipolare i dati ambientali e causare interruzioni nella catena del freddo, con conseguenze potenzialmente gravi sulla conservazione di sacche di sangue ed emoderivati. Le autorità stanno indagando per accertare la dinamica e la matrice dell'attacco, mentre l'azienda ha avviato le procedure di ripristino dei sistemi e rafforzato le misure di sicurezza.
Un rischio crescente per la sanità
L'episodio segna un salto di qualità nella strategia degli hacker, che dopo aver colpito la grande distribuzione organizzata ora puntano a infrastrutture critiche come quelle sanitarie. La catena del freddo è un elemento vitale per la sicurezza delle trasfusioni e la conservazione di farmaci sensibili. Un attacco riuscito potrebbe compromettere la disponibilità di sangue in ospedali e centri trasfusionali, con ricadute dirette sulla salute pubblica. Le banche del sangue e le strutture sanitarie sono invitate a verificare i propri sistemi di difesa e a segnalare tempestivamente eventuali anomalie.