Barclays accelera sulla riduzione dei costi e mette sul tavolo un piano che prevede 5.000 esuberi entro il 2026, pari a circa il 5% della forza lavoro globale. La notizia non è solo l'ennesima ristrutturazione bancaria: stavolta il gruppo britannico collega esplicitamente la sforbiciata alle prime efficienze generate dall'intelligenza artificiale, già impiegata in aree chiave come lo sviluppo software e la gestione delle richieste dei clienti.
Dove l'IA sta già sostituendo lavoro
Secondo quanto emerge, l'IA non è più un esperimento da laboratorio ma uno strumento operativo. Barclays la utilizza per automatizzare porzioni di sviluppo del codice e per smistare e risolvere le richieste dei clienti, riducendo i tempi di intervento e il numero di persone necessarie in alcune funzioni. Il taglio dei posti, quindi, non nasce solo da una classica compressione dei costi, ma da un cambio strutturale nel modo in cui la banca produce e gestisce il lavoro quotidiano.
L'impatto sul settore
La mossa di Barclays è un segnale forte per tutto il comparto finanziario: se le prime efficienze dell'IA diventano un argomento ufficiale per giustificare esuberi, altre banche potrebbero seguire lo stesso percorso. Il rischio, per i lavoratori, è che la transizione avvenga più in fretta delle riqualificazioni. Per l'istituto, invece, l'obiettivo è chiaro: ridurre la base dei costi e liberare risorse da reinvestire in tecnologia e competitività, in un settore dove l'efficienza sta diventando la vera leva di sopravvivenza.