General Motors accelera sulla strada delle auto elettriche economiche. L'azienda ha annunciato che la produzione di batterie al manganese inizierà nello stabilimento di Spring Hill, in Tennessee, gestito da Ultium Cells, la joint venture con LG Energy Solution. L'obiettivo è chiaro: abbattere i costi dei pacchi batteria e, di conseguenza, il prezzo finale delle vetture elettriche.
Perché il manganese è la chiave
Il manganese è un materiale abbondante e relativamente economico. A differenza del cobalto e del nichel, utilizzati nelle batterie tradizionali, il manganese permette di ridurre la dipendenza da materiali costosi e soggetti a oscillazioni di prezzo. La chimica litio-manganese-ferro-fosfato (LMFP) o le batterie al manganese ad alto contenuto di nichel rappresentano un compromesso interessante tra densità energetica e costo. GM punta a integrare questa tecnologia nella sua piattaforma Ultium, che già equipaggia modelli come la Chevrolet Silverado EV e la Cadillac Lyriq.
Impatto sul mercato e sulla produzione
Lo stabilimento di Spring Hill sarà il primo a produrre celle al manganese su larga scala per GM. Il progetto prevede un investimento significativo e la creazione di nuovi posti di lavoro. Secondo l'azienda, l'adozione del manganese consentirà di ridurre il costo delle batterie di circa il 30% rispetto alle attuali celle a base di nichel-cobalto-manganese (NCM). Questo si tradurrà in veicoli elettrici più accessibili, fondamentali per competere con i produttori cinesi e con Tesla, che da tempo spinge sull'ottimizzazione dei costi.
La mossa di GM si inserisce in una strategia più ampia di verticalizzazione della produzione di batterie negli Stati Uniti, favorita anche dagli incentivi federali. Se il manganese darà i risultati sperati, potrebbe diventare lo standard per la prossima generazione di EV di massa, rendendo l'elettrico finalmente alla portata di tutti.