Il ghiacciaio Thwaites, noto come il “ghiacciaio dell'Apocalisse”, continua a preoccupare gli scienziati. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Communications il 12 ottobre, i modelli climatici avrebbero sottovalutato la velocità con cui questa enorme massa di ghiaccio antartico sta perdendo consistenza. Le conseguenze potrebbero essere serie per milioni di persone che vivono lungo le coste del pianeta, con un innalzamento del livello del mare superiore alle stime precedenti.
Un punto di contatto più complesso del previsto
La ricerca, condotta da esperti dell'Università della California e del Jet Propulsion Laboratory della NASA, si concentra su ciò che accade sotto il ghiacciaio, in una zona difficile da osservare direttamente. Finora molti modelli trattavano il punto di contatto tra ghiaccio e fondale marino come una linea ben definita, ma le osservazioni satellitari hanno rivelato una situazione molto più articolata. Questa complessità rende la fusione più rapida e meno prevedibile, con effetti potenzialmente devastanti sulle proiezioni future.
Perché è chiamato “ghiacciaio dell'Apocalisse”
Il Thwaites è uno dei sistemi ghiaccio-oceano in più rapida evoluzione sulla Terra: la sua superficie accelera a causa dei cambiamenti climatici e vicino alla linea di galleggiamento supera i 2 km all'anno. Da decenni gli scienziati ne osservano il progressivo arretramento, ma ora la nuova ricerca suggerisce che il fenomeno potrebbe essere più veloce del previsto. Comprendere cosa succede sotto il ghiacciaio è cruciale per calcolare con precisione l'innalzamento dei mari e pianificare le necessarie misure di adattamento per le zone costiere.