SpaceX apre un nuovo fronte nella connettività satellitare con Starlink for Communities, un programma che consente a chi installa un kit di rivendere l'accesso a vicini e passanti, incassando su ogni connessione. L'iniziativa è in beta e l'Italia figura tra i Paesi selezionabili nel modulo di candidatura. L'anticipazione è arrivata da Sawyer Merritt, che su X ha condiviso la scheda dei pass disponibili.
Come funziona il programma
L'idea è semplice: in una zona non serve che ognuno attivi il proprio abbonamento, basta un solo Starlink Kit gestito da un host. Gli altri pagano solo quando si collegano e per il tempo necessario, mentre chi ospita l'apparecchiatura diventa un piccolo fornitore locale di internet. Per partire servono tre passaggi: ordinare il kit già predisposto per l'uso condiviso, posizionarlo dove la domanda è maggiore seguendo le indicazioni di Starlink, e incassare mese dopo mese man mano che gli utenti si connettono. La parte commerciale resta in mano a Starlink, che cura pagamenti, accesso e connettività, mentre all'host spettano sito, corrente e manutenzione ordinaria. Chi acquista un pass si aggancia al Wi-Fi del luogo e versa direttamente a Starlink, non all'host.
Candidature e prospettive
Il programma guarda a chi possiede immobili, titolari di attività e imprenditori locali con domanda vicina: bar, condomini, campeggi e piccoli centri rurali sono gli esempi più immediati. Al momento Starlink non ha attivato il programma in alcun Paese: si parla di una beta e chi è interessato entra in una lista d'attesa tramite un modulo di candidatura. Iscriversi non garantisce l'accesso. L'Italia è tra i Paesi selezionabili e la pagina del programma è già tradotta in italiano. Per candidarsi occorrono un conto corrente a nome proprio o aziendale e una registrazione presso l'autorità fiscale del proprio Paese. Il modulo accetta adesioni da decine di Stati, tra cui Stati Uniti, Messico e Canada, ma resta da sapere dove e quando la beta prenderà il via.
La candidatura chiede di raccontare la posizione proposta, quanti vicini userebbero il servizio, quale pass si aspettano sia il più richiesto e quanto gli utenti sarebbero disposti a spendere. Ai potenziali host viene domandata anche l'esperienza di rete, il numero di utenti mensili previsto e il prezzo ritenuto accettabile per ciascun tipo di pass: il tenore delle domande suggerisce che SpaceX stia ancora calibrando domanda e tariffe. Il programma sembra un'estensione dell'opzione Community comparsa nel 2025 nella documentazione per rivenditori autorizzati e clienti enterprise, con il lancio pubblico e la beta self-service aperta ai singoli come novità principale.
Quanto si guadagni non è ancora noto: la pagina non indica il costo dei pass né la quota che resta all'host su ogni pagamento. L'unico numero circolato è 60 dollari al mese per un pass Community, sotto il piano Residential Lite da 80 dollari mensili, ma SpaceX non l'ha confermato per la beta e non ha pubblicato i prezzi delle altre formule. L'azienda non ha nemmeno annunciato quale parte dei ricavi venga trattenuta da chi ospita il kit. Sulle aree a basso reddito l'effetto potrebbe essere un accesso più facile: il nonprofit unconnected.org ha fatto sapere che alcune comunità svantaggiate offrono già pass a breve termine per la banda larga, Starlink compreso, nella loro sachet economy.
Il programma si inserisce in una spinta più ampia sulla connettività, che comprende la nuova antenna residenziale V5, presentata in estate, in un formato più compatto ed efficiente con velocità oltre i 375 Mbps. SpaceX ha inoltre rilevato le frequenze che le permettono di fare di Starlink Mobile un operatore telefonico statunitense, dove si troverebbe in concorrenza con AT&T, T-Mobile e Verizon. Nel secondo trimestre 2026 gli abbonamenti paganti hanno toccato i 12 milioni, con 2,4 miliardi di dollari di ricavi sul consumer, contro 1,7 miliardi dodici mesi prima. Se volete partecipare al programma non vi resta che candidarvi per diventare host alla pagina dedicata.