Mark Zuckerberg ha un piano preciso per il futuro di Meta: un network autonomo di agenti AI che farà shopping, lavorerà e comunicherà al posto nostro. Il protagonista è Muse, l'agente personale rilasciato al pubblico lo scorso mese, che secondo il CEO potrebbe essere usato da miliardi di persone e generare più ricavi per utente di Instagram e Facebook, oggi quasi l'unica fonte di entrate dell'azienda.
I numeri condivisi durante la call sui risultati trimestrali sono incoraggianti: oltre 10 milioni di download tra Stati Uniti e Canada, uno dei lanci più riusciti di sempre per Meta. Circa un quarto degli utenti usa Muse ogni giorno e la stessa quota acquista tramite la piattaforma, con una spesa media superiore a 200 dollari per transazione. Meta incassa una commissione su ogni operazione commerciale che avviene su Muse.
L'ecosistema degli agenti e i nodi irrisolti
Zuckerberg immagina un futuro in cui i Muse dialogano con quelli di amici, familiari e aziende: «Se vuoi comprare qualcosa, non navighi più sul sito dell'impresa, parli con il loro agente». Una visione che, secondo il CEO, sbloccherà un valore enorme su larga scala e renderà Muse molto redditizio nel giro di pochi anni. Restano però interrogativi concreti sulla privacy: a settembre un agente avrebbe inviato uno sconosciuto a casa di un utente durante una trattativa su Facebook Marketplace, e una banca canadese ha valutato di bloccare l'accesso ai dati dei clienti.
Il vero collo di bottiglia, ammesso dallo stesso Zuckerberg, è la potenza di calcolo. Eseguire una rete di Muse è estremamente costoso e ad alta intensità energetica, tanto che il lancio internazionale è stato rinviato proprio per questo motivo. L'obiettivo dichiarato è decuplicare l'efficienza dei compute il prossimo anno, senza però spiegare come. Nel frattempo Meta prevede spese tra 135 e 145 miliardi di dollari nel 2026, il doppio dell'anno precedente, e deve far fronte a una sentenza da 25 miliardi nel New Mexico.
La CFO Susan Li ha liquidato i dubbi sul coinvolgimento delle imprese con una frase netta: «Gli agenti saranno una parte importante di come evolve la realtà, e tutti dovranno semplicemente adattarsi». Muse resterà probabilmente gratuito per i consumatori, con le aziende chiamate a coprire le commissioni. Se il progetto funzionerà davvero, lo scopriremo solo nei prossimi anni: nel frattempo, ricordiamo che è lo stesso Zuckerberg che ci ha portato il Metaverso.