Il caso Revolut continua a far discutere e approda in Parlamento. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha riferito alla Camera dei Deputati in merito al data breach che ha coinvolto la nota fintech, rispondendo alle interrogazioni presentate dalle opposizioni. Al centro della vicenda, la violazione di sicurezza che ha portato all'esfiltrazione di 147 GB di dati appartenenti alle forze dell'ordine italiane, un quantitativo enorme che solleva interrogativi preoccupanti sulla gestione delle informazioni sensibili.
Secondo quanto dichiarato dal ministro, la società Revolut avrebbe avuto l'obbligo di verificare l'autenticità della PEC (Posta Elettronica Certificata) utilizzata per richiedere l'accesso ai dati della Prefettura di Reggio Calabria. Piantedosi ha sottolineato come la normativa imponga alle aziende di adottare misure di controllo adeguate prima di concedere l'accesso a informazioni così delicate. La mancata verifica della PEC avrebbe quindi rappresentato un grave errore procedurale, aprendo la strada all'attacco informatico.
Le responsabilità e le verifiche in corso
Il ministro ha precisato che sono in corso accertamenti per stabilire l'esatta dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità. La Procura di Reggio Calabria ha avviato un'indagine, mentre l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) sta collaborando per valutare l'entità della violazione. Resta da chiarire come sia stato possibile che un attore malevolo sia riuscito a ottenere credenziali o documenti apparentemente validi per accedere ai sistemi della Prefettura attraverso la piattaforma di Revolut.
Il caso ha riacceso i riflettori sulla sicurezza informatica nel settore pubblico e sull'importanza di procedure di verifica rigorose da parte degli istituti finanziari. Le forze dell'ordine e i cittadini attendono risposte concrete, mentre il dibattito politico si infiamma: da un lato chi chiede maggiore controllo sulle fintech, dall'altro chi teme un uso strumentale della vicenda. Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori sviluppi, con possibili audizioni e aggiornamenti sulle indagini.