Per Tesla, far accettare il suo sistema di guida assistita in Europa è un vero percorso a ostacoli. Il Vecchio Continente impone regole più severe rispetto agli Stati Uniti e diversi regolatori, in particolare nei paesi nordici, restano scettici. Nonostante la pressione del costruttore, il compito si rivela arduo. Secondo Bloomberg, l'azienda di Elon Musk ha quindi scelto una nuova strategia: cambiare nome al sistema.
Addio Full Self-Driving, benvenuto Assisted Driving
Sulle versioni europee del sito, Tesla presenta ormai il sistema come "Tesla Assisted Driving", ovvero "guida assistita". Il sito americano continua invece a mostrare "Full Self-Driving (Supervised)". Un nome contestato da tempo: per regolatori, difensori della sicurezza stradale e persino alcuni clienti, "Full Self-Driving" lascia credere che l'auto possa fare a meno del conducente. In realtà, quest'ultimo deve restare costantemente attento e pronto a riprendere il controllo.
Negli Stati Uniti, il regolatore automobilistico californiano ha minacciato a fine 2025 di sospendere le vendite di Tesla, ritenendo la pubblicità ingannevole. Ha rinunciato dopo che il costruttore ha abbandonato la denominazione Autopilot e precisato quando la supervisione è obbligatoria. Stesso discorso in Europa, dove le autorità olandesi, approvando il dispositivo ad aprile, hanno ricordato che un veicolo con FSD non è autonomo.
La posta in gioco e le sfide future
Se otto paesi europei hanno già autorizzato il FSD, il via libera a livello UE si fa attendere: Tesla deve convincere 15 dei 27 Stati membri. La posta è alta: il Full Self-Driving, fatturato 99 dollari al mese, è centrale nella strategia di Musk, che vuole fare del costruttore un pioniere dei veicoli autonomi e della robotica. Resta da vedere se il cambio di nome basterà a risolvere i problemi del sistema, come la tendenza a superare i limiti di velocità. I possessori di Tesla dovranno armarsi di pazienza.