Samsung Electronics avrebbe avviato una riduzione della produzione di smartphone per il quarto trimestre, con tagli che potrebbero arrivare fino al 30%. La notizia, anticipata in esclusiva dal quotidiano economico coreano Money Today, riguarda la divisione Mobile eXperience (MX), alle prese con margini di profitto sempre più compressi. La stessa pressione che a marzo aveva portato allo stop della produzione del Galaxy Z Tri-Fold, il modello tri-pieghevole.
Fornitori sotto pressione
Secondo diverse fonti del settore IT citate dal quotidiano, la divisione mobile avrebbe chiesto ai partner di ridurre i volumi di fornitura tra il 20% e il 30%. Un taglio più severo delle attese: la società di ricerca IDC aveva previsto per il quarto trimestre una produzione di 52 milioni di unità, in calo del 12% rispetto al terzo. Samsung spingerebbe il dato ancora più in basso, chiudendo l'anno intorno ai 200 milioni di unità, lontano dai 270 milioni ipotizzati per il 2026.
Una parte della flessione è fisiologica in questo periodo, con la domanda che rallenta in attesa dei nuovi modelli presentati tra gennaio e febbraio. Quest'anno, però, a pesare è soprattutto il costo dei componenti. Secondo TrendForce, la DRAM low-power LPDDR5X per smartphone ha raggiunto nel secondo trimestre un prezzo di 145-146 dollari per una configurazione da 12 GB, con un aumento del 175% su base annua. Per il terzo trimestre era previsto un ulteriore rialzo del 20%, fino a 180 dollari.
Memorie, l'IA fa salire i prezzi
La causa principale è la domanda di memorie alimentata dall'industria dell'intelligenza artificiale, un fenomeno ormai noto da mesi. Se fino a poco tempo fa la memoria incideva per il 10-15% sul costo di produzione di un dispositivo, oggi la sua quota è salita al 30-40%. Con un'incidenza di questa portata, ogni rincaro dei chip si traduce direttamente in margini ridotti sul singolo apparecchio.
In questo contesto, una fonte del settore IT ha dichiarato a Money Today che con i prezzi di memorie e semiconduttori in crescita, i telefoni Samsung non generano attualmente alcun profitto al momento della vendita. Il taglio della produzione diventa così una strategia per preservare il livello complessivo degli utili aziendali, riducendo i volumi dove il margine è ormai sparito.