Huawei e Qualcomm hanno annunciato nella giornata di oggi un nuovo accordo di licenza pluriennale sui brevetti. L'intesa prevede una cross license che copre i rispettivi portafogli in settori chiave come 5G, computing, intelligenza artificiale e networking. A questo si aggiunge un secondo accordo, in base al quale Qualcomm acquisterà alcuni brevetti statunitensi di Huawei nelle aree del compute, dell'AI, del networking e in altri ambiti strategici.
L'operazione attende il via libera delle autorità
L'operazione non è ancora conclusa: serve l'approvazione delle autorità antitrust sia statunitensi sia cinesi. Le due aziende si dicono comunque fiduciose, poiché l'intesa rispetta i principi FRAND (condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie). I termini economici dell'accordo non sono stati resi noti. Qualcomm e Huawei avevano già stipulato un'intesa nel 2020, in un clima politico molto più teso, ma quella licenza globale pluriennale era scaduta il 31 dicembre 2024 e da allora si negoziava il rinnovo.
All'epoca, nonostante l'amministrazione Trump avesse vietato a Qualcomm di vendere processori avanzati a Huawei, le due società avevano chiuso una disputa con un accordo di licensing. Per anni Qualcomm ha venduto a Huawei chip privi di connettività 5G, spingendo l'azienda cinese a lasciare gli Snapdragon per tornare sui propri Kirin.
Perché l'accordo è possibile nonostante le restrizioni
Nonostante Huawei sia nell'Entity List statunitense dal 2019, l'accordo è possibile perché il divieto regola l'export di beni, software e tecnologia verso l'entità inserita nella lista, ma non i flussi di denaro né i diritti di proprietà intellettuale. Il ban colpisce ciò che Qualcomm può vendere a Huawei, non ciò che Huawei può pagare per usare le tecnologie Qualcomm. La vera novità è l'acquisto da parte di Qualcomm di brevetti statunitensi di Huawei: è probabilmente questa la ragione per cui l'operazione richiede approvazioni regolatorie prima della chiusura.