Il carrello è quasi pieno: latte, pasta e persino il caffè preferito. L'assistente AI ha fatto tutto da solo, mentre l'utente si occupava d'altro. Poi arriva la schermata: "Dimostra di essere umano". E l'agente si blocca davanti a una griglia di semafori sfocati. È quanto accaduto a Muse, l'agente personale di Meta, sul sito di Walmart. Il colosso della distribuzione, partner commerciale di Meta, sostiene che i controlli di verifica non fossero pensati per fermare l'assistente: un malinteso. Amazon, invece, secondo TechCrunch ha bloccato di proposito lo strumento, che sul suo sito non può completare acquisti.
Tra sicurezza e interessi commerciali
Il fascino degli agenti come Muse sta nel fatto che non si limitano a consigliare prodotti: navigano, riempiono carrelli e prenotano viaggi. Ma dare a un agente il permesso di agire a proprio nome non significa che il sito abbia accettato di averci a che fare. A volte il divieto è voluto, altre è colpa di sistemi di sicurezza incapaci di distinguere un assistente legittimo da un'orda di bot indesiderati. Il risultato per l'utente non cambia: si ritrova davanti alla tastiera a fare proprio ciò da cui voleva scappare. Un ordine della spesa sbagliato fa arrabbiare, ma un bonifico non autorizzato fa venire i sudori freddi, e le banche lo sanno bene.
Durante la conference call sui conti di ottobre, il CFO di JPMorgan Chase, Jeremy Barnum, ha raccontato che alcuni agenti muovono denaro usando credenziali condivise e screen scraping, leggendo lo schermo come farebbe un occhio meccanico. Metodi definiti non sicuri e bloccati dove possibile. L'avvertimento è chiaro: il cliente che consegna le proprie credenziali a un agente potrebbe dover rispondere di ciò che quell'agente combina. Amazon, intanto, ha una battaglia aperta contro Perplexity e il suo browser con agente integrato, Comet, accusato di violare le regole di accesso e mettere a rischio i dati dei clienti.
Regole diverse e soluzioni in arrivo
Non sempre si tratta di sicurezza: controllare chi entra è anche una questione di business. Il contratto d'uso di eBay vieta gli agenti "compra per me" non autorizzati, mentre Delta ha dichiarato di non avere integrazioni per agenti di terze parti. La storia di Walmart dimostra però che un agente respinto non è per forza bandito: le richieste di verifica umana possono spezzare una sessione di acquisto a metà, proprio come accade a chi usa una VPN condivisa. Cloudflare permette ora ai siti di distinguere tra crawler dei motori di ricerca, bot per l'addestramento e agenti che lavorano per un utente. Dal 15 settembre, i nuovi domini partono con un'impostazione predefinita: via libera ai crawler di ricerca, stop ai bot di addestramento e agli agenti sulle pagine pubblicitarie. Intanto Shopify sceglie una via più controllata: gli agenti compatibili possono inviare l'ordine solo dopo la conferma dell'acquirente.