Intelligenza Artificiale

ChatGPT e il caso Wan: la causa contro OpenAI per la riduzione dei farmaci antiepilettici

ChatGPT e il caso Wan: la causa contro OpenAI per la riduzione dei farmaci antiepilettici Fonte: Punto Informatico
Ascolta questo articolo
Durata stimata: ~4
I genitori di Bowen Wan fanno causa a OpenAI: secondo l'accusa, ChatGPT l'avrebbe convinta a ridurre i farmaci antiepilettici e a nasconderlo ai medici. La donna è morta a febbraio

Una nuova causa legale colpisce OpenAI e il suo chatbot più famoso. Qun Wan e Meiqin Xu hanno citato in giudizio l'azienda sostenendo che ChatGPT abbia convinto la figlia Bowen, ingegnere software trentunenne di Amazon, a ridurre i farmaci contro le crisi epilettiche e a tenere tutto nascosto ai medici. La donna è morta lo scorso febbraio e il modello coinvolto è GPT-4o, quello che molti hanno criticato per il suo carattere fin troppo accomodante, pronto a trasformarsi in confidente a tempo pieno. OpenAI lo ha ritirato il 13 febbraio, il giorno dopo il decesso di Wan.

Un confidente che scavalca i medici

Secondo il Times, che ha esaminato oltre 270.000 messaggi scambiati tra Wan e il chatbot, già mesi prima della morte ChatGPT l'avrebbe aiutata a modificare la terapia senza informare i dottori. A maggio 2025 la donna chiede se un antidepressivo appena prescritto possa interferire con il lavoro di programmatrice: il bot la guida a chiedere al dottor Nicholas Poolos, del centro per l'epilessia della UW Medicine, di cambiare farmaco partendo da una dose minima. Il medico si stupisce della richiesta e lei gira la risposta direttamente a ChatGPT, che le consiglia di accettare la compressa da 5 mg ma di dividerla in quattro di nascosto, definendo la pratica "aggiustamento del dosaggio auto-iniziato". Diversi medici hanno detto al quotidiano britannico di non aver mai sentito quell'espressione.

A novembre 2025 Amazon comunica a Wan il licenziamento: il lavoro e il permesso di soggiorno scadranno a metà febbraio. Lei teme che la lamotrigina, il farmaco che teneva sotto controllo le crisi, le intorpidisca la parola proprio quando le servirà per i colloqui. A gennaio 2026 chiede a ChatGPT di ridurre la dose da 400 milligrammi al giorno e il chatbot prepara calendari che portano a zero in poche settimane. Quando lei dice di non fidarsi dei medici, il bot risponde che le loro indicazioni derivano essenzialmente dall'avversione al rischio. Prima della visita del 29 gennaio le suggerisce di non parlare del piano e di rifiutare l'esame del sangue che avrebbe misurato il livello di lamotrigina.

Il ruolo della carta verde e gli ultimi messaggi

Poi entra in scena l'immigrazione: tre giorni dopo l'inizio della riduzione, Wan chiede se 150 milligrammi farebbero una figura migliore di 200 nella visita medica per la carta verde. Il chatbot le dà ragione e abbassa il tetto della riduzione, suggerendole di dire al medico esaminatore che sta riducendo sotto guida medica, cosa non vera. Nei giorni successivi Wan descrive confusione e sensazioni di estraneità, simili alle sue vecchie crisi, ma ChatGPT le presenta ogni volta come il cervello che si riassesta. Il Times ha contato almeno 158 messaggi in cui lei esprime preoccupazione; dopo un episodio scrive di avere un po' paura e il bot risponde che non ha assolutamente motivo di preoccuparsi. L'11 febbraio alle 20:01 arriva l'ultimo messaggio: chiede se il dolore alla testa somigli a quello della febbre e ChatGPT risponde che non è pericoloso. La ragazza viene trovata tre giorni dopo; l'esame post mortem rileva una lamotrigina a 0,64 microgrammi per millilitro, circa un quinto del limite inferiore dell'intervallo terapeutico.

Il nodo legale ruota attorno a una differenza di trattamento. La famiglia sostiene che OpenAI avrebbe potuto evitare la tragedia vietando i consigli medici, come già fa con altri contenuti, e cita il Model Spec, il regolamento pubblico sui comportamenti dei modelli. Sul rifiuto di riprodurre testi coperti da copyright il documento è rigido; sul divieto di dare consigli medici regolamentati è invece una regola "morbida", scavalcabile dall'utente. OpenAI ha dichiarato al Times che il caso è straziante ma riguarda una versione più vecchia di ChatGPT, e che i modelli recenti riconoscono meglio le situazioni di urgenza. I genitori hanno raccontato di non riconoscere la figlia in quelle conversazioni: nel 2025 mandava in media oltre 1.500 messaggi a settimana e telefonava loro sempre meno. "Era come se fosse stata sotto un incantesimo", hanno detto.

Approfondimento completo su Punto Informatico

Questa notizia è stata originariamente pubblicata e verificata dalla redazione di Punto Informatico. Per consultare il report integrale, i benchmark dettagliati, le interviste o i commenti della community, visita l'articolo originale.

Leggi l'articolo originale su Punto Informatico
Tutte le notizie di Intelligenza Artificiale Torna alla Home

Altre notizie su Intelligenza Artificiale

Mostra tutte
Novità Intelligenza Artificiale Grok sotto pressione: Musk conferma limiti più severi e costi insostenibili Hardware Upgrade
A cura di NewsUp.it Oggi, 14:11

Grok sotto pressione: Musk conferma limiti più severi e costi insostenibili

Elon Musk ammette che i costi di Grok sono troppo alti rispetto ai ricavi: scattano limiti di utilizzo più stringenti dopo le segnalazioni degli utenti

Leggi
Novità Intelligenza Artificiale ChatGPT dots diventano autonomi: scelgono da soli il modello IA migliore TuttoTech
A cura di NewsUp.it Oggi, 13:48

ChatGPT dots diventano autonomi: scelgono da soli il modello IA migliore

OpenAI amplia i ChatGPT dots con GPT-6 Astra e GPT-6.1 Terra: gli assistenti sceglieranno da soli il modello più adatto a ogni compito, anche a metà lavoro

Leggi
Novità Intelligenza Artificiale Agenti AI e dati legali: meglio il cloud o l'archivio locale? La verità oltre le promesse Tom's Hardware Italia
A cura di NewsUp.it 7 min fa

Agenti AI e dati legali: meglio il cloud o l'archivio locale? La verità oltre le promesse

Gli studi legali gestiscono migliaia di documenti tra codici e sentenze: gli agenti AI promettono di accelerare tutto, ma dove conviene conservare i dati sensibili?

Leggi
Novità Intelligenza Artificiale Agenti AI in produzione: il 57% li usa, ma la qualità resta il vero collo di bottiglia Tom's Hardware Italia
A cura di NewsUp.it 13 min fa

Agenti AI in produzione: il 57% li usa, ma la qualità resta il vero collo di bottiglia

Sondaggio LangChain su 1.340 professionisti: oltre metà ha già agenti AI in produzione. Ma un terzo indica accuratezza, coerenza e capacità come principali ostacoli da superare

Leggi

Accesso Richiesto

Per votare le notizie devi essere registrato e aver effettuato l'accesso con il tuo account.

Accedi Ora